Risultato finale: Lazio-Atalanta 0-2

Carnesecchi 6.5: anche oggi lascia il segno sulla vittoria con un doppio intervento decisivo. Prima respinge il tiro ravvicinato di Taylor, poi si oppone alla spizzata di testa di Cataldi con grande reattività.

Scalvini 5: soffre parecchio Noslin (anche se meno di quanto Ahanor patisca Isaksen) e si fa ammonire subito per un intervento in ritardo. Per evitare rischi di inferiorità numerica, viene sostituito all’intervallo (dal 46’ Kossounou 6: entra con attenzione e non sbaglia nulla. Nel finale firma anche una chiusura clamorosa, vanificata però dal fuorigioco di Ratkov).

Djimsiti 6: nel momento più complicato del reparto è quello che regge meglio. All’inizio fatica con Maldini, poi gli prende le misure e gli concede sempre meno spazio.

Ahanor 4.5: rientro complicatissimo dopo la squalifica. Nei 25 minuti in campo soffre costantemente Isaksen, che lo punta e lo supera con facilità. Il giallo preso al 12’ ne condiziona ulteriormente l’aggressività e in costruzione non riesce mai a dare qualità all’uscita palla. Palladino capisce il rischio e lo richiama presto in panchina. Bocciato (dal 25’ Kolasinac 6.5: entra con personalità, mette fisico ed esperienza. Il danese non sfonda più e lui diventa un muro).

Zappacosta 6.5: l’uno-due con Krstovic e il cross successivo provocano il mani evidente di Cataldi che vale il rigore dell’1-0. Spinge con continuità senza trascurare la fase difensiva.

De Roon 5.5: meno preciso del solito, soprattutto in costruzione dove sbaglia diversi palloni. Anche nelle letture arriva spesso con un attimo di ritardo.

Ederson 7: onnipresente, recupera palloni ovunque e schermare lui è impossibile. Una piovra. Prestazione di livello impreziosita dal rigore che sblocca la partita e il suo campionato.

Bernasconi 6.5: gara ordinata. Nel primo tempo resta prudente in avanti, nella ripresa trova più campo e serve l’assist per il gran gol di Zalewski.

Samardzic 5.5: fatica a entrare in partita e resta ai margini per gran parte della prima frazione. Guadagna mezzo punto per la sventagliata che avvia l’azione del rigore, ma ci si aspetta più iniziativa (dal 46’ Raspadori 5.5: ingresso poco incisivo. Dopo la prova opaca con la Juventus, anche oggi non riesce a lasciare il segno. Esce nel finale per un problema al flessore).

Zalewski 7: negli uno contro uno incide poco, poi nella ripresa tira fuori dal cilindro un destro a giro da fuori area che batte Provedel e mette in discesa la gara (dal 70’ Sulemana 6: entra con l’idea di colpire in contropiede. Qualche spunto interessante, senza episodi decisivi).

Krstovic 6: tanto lavoro sporco, duelli fisici e sponde utili ai compagni. Qualche errore, ma prestazione complessivamente sufficiente. Nel recupero prova il tiro dalla lunghissima distanza con Provedel fuori dai pali: l’idea è audace, la mira meno (ma era tutt’altro che facile).

Raffaele Palladino 7: la sua partita si riassume in due parole, no mercy. Legge subito le difficoltà e interviene senza esitazioni, togliendo Ahanor a metà primo tempo e Scalvini all’intervallo per evitare rischi e cambiare inerzia. Scelte forti, da allenatore lucido e pragmatico, che incidono sull’equilibrio della gara. Un’altra vittoria e striscia positiva che continua in questo avvio di 2026: la Dea resta pienamente in corsa per l’Europa.

Sezione: Pagelle / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 20:26
Autore: Nicholas Reitano / Twitter: @NicoReitano
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