Risultato finale: Atalanta-Napoli 2-1

Carnesecchi 6: di fatto mai chiamato in causa, se non per un’uscita nel finale che accende il boato della New Balance Arena. Spettatore attento.

Scalvini 6: nel primo tempo soffre parecchio Alisson Santos, che lo punta con continuità. Nella ripresa però cresce, prende le misure e si riprende la scena. Sua anche una palla d’oro per Krstovic non sfruttata (dal 69’ Djimsiti 6: entra con concentrazione e svolge il compito senza sbavature).

Hien 7: quando la partita diventa fisica è il suo terreno ideale. Hojlund non riesce mai a rendersi davvero pericoloso, eccezion fatta per l’episodio del rigore prima assegnato e poi revocato. Dominante nei duelli.

Kolasinac 6.5: si perde Beukema sull’azione del vantaggio napoletano, ma reagisce con personalità. Da lì in poi ringhia su ogni pallone e limita Vergara è Giovane fino alla sostituzione. L’età passa, l’intensità resta (dall’84’ Ahanor SV).

Bellanova 5: il più in difficoltà. Tanti errori tecnici e qualche scelta sbagliata, tanto da innervosire il pubblico. La partita dell’Atalanta cambia ritmo dopo la sua uscita. Deve ritrovare condizione e fiducia dopo l’infortunio (dal 57’ Bernasconi 6.5: entra benissimo e disegna il cross perfetto per il gol vittoria di Samardzic. Ancora decisivo).

De Roon 6.5: corsa, coperture e sostanza. Oscura la zona centrale e impedisce al Napoli di sviluppare gioco interno. Prestazione di ben altro spessore rispetto a Dortmund.

Pasalic 7: sul gol partenopeo tiene in gioco Beukema, ma si riscatta alla grande. Il suo colpo di testa da corner rimette tutto in equilibrio e cambia l’inerzia del match.

Zappacosta 6.5: ordinato, lucido e continuo. Non va mai in affanno e quando spinge crea spesso superiorità sulla corsia.

Zalewski 7: non compare nei tabellini di gol e assist, ma la sua è una gara di altissimo livello. Strappi, dribbling e iniziative continue: un rebus costante per la difesa azzurra. Dal suo corner nasce l’1-1.

Sulemana 5.5: nel primo tempo si muove e prova a incidere, ma manca di cattiveria nelle giocate decisive. Le qualità si vedono, serve continuità (dal 46’ Samardzic 7: ingresso con qualche errore che fa rumoreggiare lo stadio, poi il lampo che decide la partita. Colpo di testa imperioso su cross di Bernasconi e tre punti alla Dea. Un gol che sa di riscatto personale dopo una stagione fin qui segnata da troppi bassi).

Krstovic 5.5: lotta fisicamente con Juan Jesus e spesso tiene botta, ma non riceve palloni realmente giocabili. Nella ripresa ha una grande occasione su assist di Scalvini e la spreca inciampando sul controllo (dal 57’ Scamacca 5.5: prova ad allungare la squadra e a fare reparto, alternando buone giocate ad altre meno pulite. Prestazione comunque più solida rispetto a Dortmund).

Raffaele Palladino 7: la prepara bene. Tolta la disattenzione sulla punizione dell’1-0, il Napoli produce pochissimo. La squadra resta dentro la partita, cresce nella ripresa e la ribalta con due colpi di testa. Dopo la sconfitta (e fatica) europea, una grande risposta di carattere. Vittoria che dà fiducia anche in ottica rimonta in Champions.

Sezione: Pagelle / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 17:40
Autore: Nicholas Reitano / Twitter: @NicoReitano
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