Bergamo ieri, Madrid oggi. Da Gasperini a Simeone, dall'Europa League con l'Atalanta al sogno di un trofeo con l'Atletico. Matteo Ruggeri si è raccontato in una lunga videointervista a Cronache di Spogliatoio. Vediamo i passaggi più interessanti. 

SU GASPERINI - "Ci sentiamo spesso, mi chiama al telefono e adesso che non siamo più insieme, parliamo anche meno di calcio. Lo devo ringraziare per sempre: per i consigli, ma soprattutto per i rimproveri, perché quando doveva farlo, lo faceva bene". 

SUL PARAGONE CON SIMEONE - "Lui e Simeone? Entrambi ti inculcano il credo di non mollare mai, di non accontentarti, andare oltre ogni ostacolo anche per avere benefici sul gruppo in generale. Mi piace molto che quando c’è qualcosa da sistemare, si fanno molte riunioni individuali per rivedere le azioni in cui si può migliorare. Inoltre, una cosa che apprezzo tanto del Cholo è che dopo qualche allenamento, se si vuole fare di più a livello individuale ci sono sempre predisposizione e disponibilità per farlo, dà uno step in più per migliorare qualche difetto". 

SULL'IMPATTO CON MADRID - "Ci ho messo un po’ per ambientarmi e capire dove mi trovassi. Arrivando dalla scuola Atalanta, ho ritrovato molti aspetti simili nello stile di gioco. Si lavora sulla fase difensiva, molto, già in passato a Bergamo mi trovavo a mio agio e se stai bene fisicamente, nel mio ruolo si nota molto di più". 

SUL TIFO A MADRID E A BERGAMO - "Qui anche se non giochi, percepisci di essere sempre parte del gruppo perché c’è un grande senso di appartenenza e attaccamento alla maglia. Anche se rimani in panchina per alcune gare, ti senti sempre dentro la partita. Mi è capitato di non partecipare ad alcune ma il clima è sempre incredibile, in casa lo stadio ti spinge fino all’ultimo minuto e io percepisco meno la stanchezza. Rispetto all’Italia è una cosa che si nota: si sente di più l’atmosfera dal campo, il calore è diverso. Ovvio, anche a Bergamo il tifo era incredibile e soprattutto con lo stadio nuovo, negli ultimi anni ci siamo regalati anche una certa Europa League… me la sono pure tatuata, così come la salvezza della Salernitana. Ora ci vorrebbe un trofeo con l'Atletico". 

Sezione: Primo piano / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 12:41
Autore: Redazione
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