Alla vigilia di Borussia Dortmund-Atalanta, valida per l’andata dei playoff di Champions League in programma domani (martedì 17 febbraio) al Westfalenstadion, il capitano della Dea Marten De Roon ha condiviso in conferenza stampa le sensazioni sue e della squadra. Di seguito le sue dichiarazioni riportate da Tuttomercatoweb.

Sei l’unico rimasto della trasferta di otto anni fa: cosa ti è rimasto di quella partita e come racconti l’evoluzione dell’Atalanta in Europa, anche nel passaggio da Freuler a Ederson al tuo fianco?
"Allora, la prima cosa che è cambiata è che sono invecchiato un pochino rispetto a otto anni fa. Però è stata una bellissima sfida: l’abbiamo persa 3-2, ma abbiamo portato mezza Bergamo qua. È stata davvero una festa portare tutti i tifosi e la squadra a giocare a Dortmund, in uno stadio così bello. Remo e io abbiamo un legame molto importante, però non so se giocherò domani con Ederson: non sappiamo ancora i titolari. Negli ultimi anni abbiamo fatto grandi risultati anche con lui, sono passati tanti giocatori forti e io sono orgoglioso di essere ancora qua, alzando il livello rispetto a otto anni fa: allora era Europa League, adesso siamo in Champions".

Hai seguito da vicino le Olimpiadi: c’è un’impresa che ti ha colpito più delle altre?
"A me piace proprio guardare altri sport, soprattutto quelli individuali. Secondo me fanno ancora più fatica ad arrivare a quei livelli, è molto più difficile rispetto a noi calciatori che facciamo sport di squadra. Ieri sono andato a vedere le donne nei 500 metri: abbiamo vinto con l’Olanda l’oro e l’argento. Mercoledì, invece, ho visto i 1000 metri uomini, dove Joep Wennemars si è scontrato con un avversario e ha perso la medaglia, poi ha riprovato a fare la gara. Questa mentalità mi è piaciuta tantissimo".

Ti capita di pensare al traguardo del record di presenze con l’Atalanta, ormai sempre più vicino?
"A dire la verità so che è un traguardo che sta arrivando, però non ci sto pensando troppo. Siamo in un periodo molto importante, abbiamo fatto risultati significativi in campionato, guardiamo partita dopo partita e siamo ancora dentro tre competizioni, cosa non scontata. Vogliamo giocare su tutti i fronti e fare molto bene, quindi io sono concentrato su questo e non sul record di presenze".

Giocare in stadi così “pesanti” e rumorosi: con l’esperienza europea accumulata, avete imparato a gestire meglio contesti del genere?
"Direi che come società e come squadra siamo cresciuti tantissimo rispetto a quattro anni fa. Abbiamo fatto un percorso importante e giocato molte più partite europee rispetto a quando, per tanti di noi, era la prima volta in Europa. Lo stadio di Dortmund è immenso, impressionante, però abbiamo tanti giocatori con esperienza che hanno già disputato partite così. Non è mai facile gestirle, perché è una squadra forte, ma secondo me siamo cresciuti anche vedendo l’ultima partita di campionato: siamo stati forse un po’ più compatti e, nei momenti di difficoltà, ci siamo abbassati giocando più da squadra. Anche per questo abbiamo preso meno gol rispetto a prima".

Se potessi parlare al De Roon di otto anni fa: che cosa gli diresti su quello che lo aspetta?
"Goditi tutto quello che ti arriverà in questi anni, perché sono stati davvero anni meravigliosi. Mi viene un po’ di pelle d’oca pensando alla vittoria dell’Europa League, ma proprio a tutto il percorso che Marten De Roon ha fatto con l’Atalanta e con la Nazionale. Ho giocato per la quinta volta la Champions, ho disputato un Mondiale e un Europeo. Gli direi soprattutto di essere orgoglioso di tutto quello che gli sarebbe arrivato".

Hai ormai una grande esperienza in Champions e spesso sembri anche “un aiuto allenatore”: dove pensi che questo Dortmund possa concedere qualcosa?
"Il Borussia è una squadra fortissima che fa tanti gol, soprattutto in attacco è davvero molto forte. Però subiscono anche gol. Noi dobbiamo fare la nostra partita e soprattutto giocare da squadra: compatti, intensi, molto consapevoli che è una sfida di 180 minuti. Dobbiamo sempre restare dentro la partita e non possiamo buttare via, come forse è successo contro il Bilbao, la qualificazione in 10-20 minuti. È importante essere consapevoli, pronti e molto concentrati per questi 90 minuti di domani".

Scalvini “erede” di De Roon tra qualche anno?
"Speriamo prima di tutto che l’Atalanta riesca a tenere Giorgio per così tanto tempo ancora, perché è un ragazzo di grande talento. L’anno scorso ha avuto difficoltà con tanti infortuni e siamo tutti molto contenti che sia tornato a essere Scalvini: un protagonista, uno che adesso sta aiutando tanto la squadra. Non so se sarà un De Roon, perché è più difensore di me, però ricordo che anche il vecchio mister Gasperini l’aveva provato a centrocampo. In questo momento siamo davvero felici che sia senza infortuni e che stia dando continuità e contributo alla squadra".

Prima di entrare in campo, che parole dirai alla squadra pensando anche a stadi come il Velodrome o Anfield, e ora al “Muro Giallo”?
"Parliamo sempre prima della partita, non solo io. Andiamo senza paura, con tanto coraggio: affrontiamo una squadra forte, ma godiamoci anche questa serata, perché non dobbiamo mai dimenticare il piacere di giocare in stadi così belli".

Sezione: News / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 22:12
Autore: Redazione
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