Un punto che vale come una vittoria. Parola di Raffaele Palladino, che nel pareggio strappato dall'Atalanta a Como ha visto "una squadra che sa soffrire" e una prestazione "che ha tirato fuori il vero dna dell'Atalanta e di cui avevamo bisogno". Della trasferta del Sinigaglia e di una gara da battaglia a noi restano tre immagini, fotografie da tenere come eredità per il proseguo della stagione

LA PRESENZA DI PERCASSI - La prima ritrae Antonio Percassi, fermo sugli scalini che dal campo conducono agli spogliatoi. Il presidente, dopo alla fine del riscaldamento, ha voluto salutare, uno per uno, tutti i giocatori nerazzurri. Un'immagine in qualche modo usuale in casa, ma non di certo in trasferta. Quella di Como, però, era una gara importante, non solo per la classifica, ma anche per dimostrare e dimostrarsi che l'Atalanta c'è ancora, è forte e vuole tornare in alto. E il presidente non poteva mancare a questo appuntamento. 

LA RABBIA AGONISTICA DI CARNESECCHI - Una prestazione totale. È quella sfoderata da Carnesecchi al Sinigaglia. L'estremo difensore riminese si è confermato, qualora ce ne fosse bisogno, il miglior portiere della Serie A. Ma la fotografia del suo match non è quella del rigore parato e di quella sua esultanza in salto, diventata ormai iconica. È un'altra esultanza, ma nel primo tempo, quando con reattività ha risposto in tuffo al tap in da pochi passi di Ramon. Un urlo, subito dopo la parata, che racchiude tutto ciò che è il pallone: l'agonismo, la voglia di portare a casa il risultato, ma anche il divertimento e la gioia di un intervento decisivo. 

KOLASINAC ALLENATORE IN SECONDA - La terza e ultima immagine potrebbe essere stata scattata in un qualsiasi momento del secondo tempo e ritrae Sead Kolasinac. Lo ritrae sicuramente in piedi, magari vicino a Palladino. Il difensore bosniaco, pur senza scendere in campo, a Como ha giocato la sua partita. Una partita da allenatore in seconda, sempre attento a richiamare i compagni, a supportarli. Un ruolo che ben gli si addice e che racconta di come, non di certo a sorpresa, Kolasinac sappia essere leader anche fuori dal campo. Uno di quei punti di riferimento dai quali la Dea non può prescindere. E se i nerazzurri sono tornati con un punto da Como il merito è anche suo.

Sezione: Primo piano / Data: Lun 02 febbraio 2026 alle 10:18
Autore: Gianluca Pirovano
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