L’Atalanta esce da Como con uno 0-0 che vale molto più di un punto. Rimasta in dieci uomini dopo appena otto minuti per l’espulsione di Ahanor, la squadra di Palladino resiste all’assalto lariano e trova in Carnesecchi il protagonista della serata, con il rigore parato a Nico Paz a tempo scaduto. Un pareggio sofferto, che mantiene i nerazzurri a -5 dal Como ed evita un distacco che avrebbe potuto allargarsi fino a -8. Nel post gara, ai microfoni di Dazn, Raffaele Palladino ha analizzato la prova dei suoi, tra sacrificio, compattezza e crescita mentale.

Che partita è stata, soprattutto dopo l’espulsione?
“Sono orgoglioso dei ragazzi, per quello che hanno fatto e per quello che hanno espresso. Mi prendo il lato positivo di ciò che è successo oggi. Ho chiesto alla squadra di stare dentro la difficoltà della partita: mi è piaciuto lo spirito, mi è piaciuto il lottare insieme. Abbiamo ragionato da squadra, difendendo bene e buttando il cuore oltre l’ostacolo. È un punto guadagnato, come una vittoria”.

La scelta di togliere Scamacca e spostare De Ketelaere da prima punta: cosa c’era dietro?
“Sono scelte che fai in pochi minuti: con l’uomo in meno devi tenere in campo alcune caratteristiche. Charles sa fare bene la prima punta, perché lo fa anche in nazionale. Abbiamo chiuso le fasce, messo gente di gamba. Al di là del singolo, comunque, mi è piaciuta la squadra: mi ha fatto emozionare”.

Che cosa vi lascia una gara così, oltre al punto?
“Credo che questa partita ci dia tanto, a prescindere dal punto in sé. Sinceramente avrei voluto giocarmela undici contro undici, perché volevo vincerla. Non è stato possibile: abbiamo dovuto modificare tutto e mettere dentro le caratteristiche giuste. Per noi è come se fosse una vittoria. Mi interessa la crescita mentale della squadra”.

Ha parlato con Ahanor? E sul mercato: si aspetta qualcosa?
“Con Ahanor ho parlato. Quello che gli ho detto resta tra noi, ma per me è un futuro campione. Ha 17 anni e ha commesso una leggerezza, però era consapevole di ciò che aveva fatto. Dobbiamo concedergli anche queste cose, perché lo fanno crescere. A fine partita c’è stato un bell’applauso nello spogliatoio e tanti abbracci. Dal mercato non mi aspetto niente: stiamo a posto così”.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 01 febbraio 2026 alle 17:48
Autore: Redazione
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