L’Atalanta, grazie al lavoro di Raffaele Palladino e dopo la non scintillante parentesi con Ivan Juric (scelto inizialmente come successore di Gian Piero Gasperini, ma poi rimpiazzato dallo stesso Palladino a novembre) sta tornando a riconquistare la propria identità. La Dea è tornata in corsa per un piazzamento valevole per le prossime competizioni europee in campionato ed è attualmente tra le prime 8 nella classifica della League Phase di Champions League.

Scamacca è tornato ad essere l’attaccante visto nella stagione in cui la Dea ha alzato al cielo l’Europa League nella finale di Dublino contro il Bayer Leverkusen, De Ketelaere, Ederson e anche Lookman hanno alzato il loro livello, il ritorno di Kolasinac, la scoperta di Ahanor e altri svariati spunti positivi sono arrivati dall’insediamento del tecnico di Mugnano sulla panchina dell’Atalanta. Tra la scorsa e l’attuale stagione c’è sempre stata però una costante a proteggere i suoi e risultare decisiva sulle sorti in campo dei neroblù, più precisamente tra i pali e che risponde al nome di Marco Carnesecchi.

L’estremo difensore classe 2000 è oggi, più di prima, un pilastro di questa squadra con un rendimento positivo immutabile, sia nei momenti più grigi per la compagine bergamasca, sia nelle grandi vittorie e nei grandi traguardi raggiunti dalla rosa prima di Gasperini, ora di Palladino, con Juric nel mezzo. Lo stesso Juric che dopo la trasferta del 25 ottobre contro la Cremonese, in cui arrivò il sesto pareggio nelle prime otto uscite in campionato, disse di lui: “Deve parlare di meno e fare il suo lavoro”. Carnesecchi il suo lavoro l’ha sempre fatto e ha dimostrato in quella circostanza, come già in altre di tenere particolarmente a questi colori, mettendoci i guantoni prima e la faccia poi, anche davanti ai colleghi giornalisti, anche nei momenti di maggiore frustrazione per i risultati (non) raggiunti.

Nella scorsa ed ultima stagione di Gian Piero Gasperini sulla panchina dell’Atalanta, Carnesecchi è stato fondamentale per il raggiungimento del terzo posto in Serie A e anche nell’annata corrente il portiere si è distinto per le sue grandi prestazioni, come già riconosciuto da un grande ex portiere come Sebastien Frey, con 10 clean sheet raccolti in 27 presenze tra tutte le competizioni. Ora l’estremo difensore della Dea può essere, con pochi dubbi in merito, considerato il secondo portiere italiano più forte, dopo Gianluigi Donnarumma. Il guardiano dei pali del Manchester City e titolare, al momento, inamovibile della nostra Nazionale, sarà costretto in questi mesi ad alzare il proprio livello e ad evitare eventuali scivoloni che potrebbero favorire, in ottica futura, le chances di sorpasso nelle gerarchie azzurre del portiere dell’Atalanta.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 18 gennaio 2026 alle 21:17
Autore: Christian Sgura
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