È stata una stagione intensa, piena di alti e bassi, quella dell’Atalanta. In Serie A la squadra di Gian Piero Gasperini ha fatto il suo, e anche di più (a tratti sognando anche lo scudetto): terzo posto finale e qualificazione in Champions con due giornate d’anticipo, un risultato pesante che dà continuità al lavoro degli ultimi anni.
Le coppe, però, hanno lasciato qualche rimpianto. L’eliminazione ai playoff di Champions League contro il Bruges ha fatto male, perché la sensazione era di potersela giocare meglio. In Supercoppa italiana è arrivata un’uscita in semifinale contro l’Inter con più di un dubbio, mentre contro il Real Madrid, nella Supercoppa europea, si è visto semplicemente il divario tra due mondi. E in Coppa Italia, forse l’occasione più grossa: fuori ai quarti contro il Bologna, che poi ha vinto il trofeo.
Insomma, luci e ombre. Ma ora è tempo di bilanci, quelli veri: prosegue il nostro pagellone di fine stagione, reparto per reparto. Oggi tocca all'attacco: Maldini, Samardzic, De Ketelaere, Lookman e Retegui. Niente voto per Scamacca, in una stagione funestata dagli infortuni.
IL PAGELLONE DEGLI ATTACCANTI -
Maldini 5,5 - Partiamo dai numeri, che non dicono tutto, ma dicono tanto. Arrivato a Bergamo a gennaio, il classe 2001 ha raccolto soltanto 11 presenze e 3 gol. Si poteva fare meglio? Decisamente. L'impressione è stata quella di un approccio timido, forse troppo. Le attenuanti, comunque, non mancano. L'infortunio muscolare appena arrivato a Zingonia, l'inesperienza, le difficoltà ad inserirsi nel sistema di Gasperini e il fatto di essere stato schierato spesso in un ruolo non suo. Di sicuro, però, nella nuova stagione servirà qualcosa in più per far innamorare Bergamo.
Samardzic 5 - Più le aspettive sono alte, maggiore è la delusione. E da Laki i tifosi si aspettavano senza dubbio qualcosa di più. Dei lampi, qua e là, ci sono stati. Su tutti il meraviglioso gol messo a segno nella notte di Berna, ma anche una fase centrale di stagione che sembrava averlo individuato come il giocatore capace di scuotere la Dea nei momenti difficili, di fronte a squadre chiuse. Chi si attendeva l'esplosione, però, è rimasto molto deluso: il girone di ritorno è stato disastroso, con il mancino serbo che è finito gradualmente ai margini delle rotazione del Gasp. La prossima stagione deve essere quella del riscatto.
De Ketelaere 7 - Un'andata da 8 abbondante, un ritorno da 6 striminzito. È stata una stagione dai due volti quella del principino belga, che nella prima parte della stagione è sembrato essere sospinto dallo stesso vento della stagione precedente, mentre nella seconda fase si è via via spento, riuscendo a essere meno incisivo di quanto visto in precedenza. I numeri restano, però, molto importanti: 50 presenze in tutte le competizioni, 13 gol e 13 assist.
Lookman 8 - C'è qualcosa che i campioni hanno: quando hanno la palla tra i piedi danno la sensazione che qualcosa possa sempre accadere. Lookman a Bergamo un campione lo è diventato e quando è in giornata risulta difficile per chiunque stargli dietro. I suoi strappi, i suoi dribbling, ma anche i suoi gol (20 tra Serie A e Champions League) hanno trascinato la Dea anche in alcune serate storte. La speranza è quella di poterselo godere ancora in nerazzurro.
Retegui 9 - La perfezione non è di questa Terra, si dice, ma è difficile trovare un'altra definizione per la prima stagione di Mateo a Bergamo. Arrivato dopo il grave infortunio di Scamacca, ha vissuto il miglior periodo della sua carriera. I numeri sono stratosferici: 28 gol e 9 assist in 49 partite in nerazzurro. 25 le reti in Serie A, che gli sono valse un posto nella storia della Dea: ha, infatti, superato il record di Pippo Inzaghi, che si era fermato a quota 24, diventando il calciatore con più gol segnati in un solo campionato con l'Atalanta. Al di là dei numeri, però, Retegui è entrato nel cuore dei tifosi per la voglia che ha sempre messo in campo: non solo gol, ma sacrificio, lotta, sportellate. Un attaccante completo che ha trovato la sua consacrazione.
Scamacca sv - Stagione ingiudicabile per l'attaccante romano, bloccato per due volte da un infortunio grave.
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