Vincere allontana tutti i pensieri. Perdere amplifica i problemi. Ma i problemi, se sono tali, restano indipendentemente dal risultato del campo e vanno affrontati, in un modo o nell'altro. Allora per l'Atalanta la cocente eliminazione a opera della Lazio deve diventare motivo di profonda riflessione. Gli episodi arbitrali, certo. Un pizzico di sfortuna, chiaro. Tutta una serie di attenuanti, vere o presunte, che non devono però nascondere il motivo principale della sconfitta: alla Dea, quando si tratta di far male, manca qualità

Prendiamo un numero, che non dice tutto, ma spiega tanto. Possesso palla: Atalanta 66,2%, Lazio 33,8%. D'altronde, ripensando alla partita della New Balance Arena, l'immagine preponderante è una. Nerazzurri in costante controllo della sfera, biancocelesti in attesa. Eppure questo predominio territoriale, e non è la prima volta, si è rivelato sterile, fine a sé stesso. Tanto fumo, ma arrosto pochissimo

Una condizione accentuata dalla scarsa vena di Charles De Ketelaere, che nel tempo è diventato leader tecnico e che sul campo ha dimostrato di essere il giocatore che più tutti può accendere la Dea, ma che contro la Lazio non ha brillato. Alternative in questa Atalanta? Poche, forse nessuna. Anzi, una di certo, ma relegata al fondo della panchina. Quel Lazar Samardzic che, ancora una volta, sembra essere diventato oggetto misterioso, proprio quando la squadra ne avrebbe più bisogno. 

Questione di qualità, appunto. Perché alla squadra (e al suo allenatore) poco si può recriminare in termini di atteggiamento, di fame e di gamba, ma senza l'estro tutti i muri diventano più alti. Spesso invalicabili. L'Atalanta in questi anni è diventata grande unendo tante caratteristiche, ma nelle ricette quasi perfette di Gasperini non è mai mancato un ingrediente: l'imprevedibilità, che poi a volte è semplicemente il coraggio di provare una giocata. Gli strappi del Papu, le magie di Ilicic, i lampi di Lookman

Niente di tutto questo si è visto ieri sera. Un limite che non sorprende, ma che è emerso in maniera evidente e dolorosa nella notte più importante. E per costruire la Dea che verrà è un dettaglio che non si può ignorare.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 23 aprile 2026 alle 17:08
Autore: Gianluca Pirovano
vedi letture