Maurizio Sarri sarà il nuovo allenatore dell’Atalanta. Una scelta che lascia poco margine d’interpretazione: la Dea vuole cambiare volto. La decisione della dirigenza bergamasca di non continuare il rapporto con Raffaele Palladino rappresenta la volontà di intraprendere una strada radicalmente diversa, in termini tecnici e tattici, rispetto a quella degli ultimi anni. Una decisione, infatti, in netto contrasto con quella di solamente un anno fa quando, dopo la chiusura del ciclo Gasperini, la panchina era stata affidata ad Ivan Juric affinché la Dea non perdesse la propria identità. Il risultato è stato evidente. Dopo una stagione altalenante conclusa con il settimo posto in classifica, senza mai essere stata veramente in lotta per un piazzamento Champions, quale miglior momento per la Dea per iniziare un nuovo progetto? In questo senso, Maurizio Sarri ha tutte le carte in regola per essere l’uomo giusto. Le strade dell’Atalanta e dell’allenatore toscano sembrano incrociarsi in un momento perfetto per entrambi.
DIFESA A QUATTRO - Il primo rilevante cambiamento che porterà Sarri è quello che riguarda l’impostazione tattica. Dopo tanti anni la Dea dirà addio alla difesa a tre per passare, con ogni probabilità, al 4-3-3. Accantonando discorsi di modulo e di numeri, che oggi sono ormai utili soltanto per disegnare a livello grafico le squadre, vediamo come la Dea potrebbe cambiare nel concreto, sul campo. Il passaggio alla difesa a quattro porta con sé anche un significativo cambiamento di filosofia: niente più pressione uomo contro uomo ma atteggiamento decisamente più prudente.
NOVITÀ A CENTROCAMPO - A centrocampo tante novità si attendono anche dal mercato. Se le ultime stagioni hanno evidenziato una carenza numerica nel reparto, la cessione di Ederson e il passaggio a tre richiedono necessariamente rinforzi. Nel ruolo di vertice basso Sarri predilige un giocatore tecnico, di palleggio: un regista vero e proprio, giocatore che l’Atalanta non ha in rosa. A tal proposito sarà interessante capire come il tecnico toscano deciderà di impiegare capitan Marten De Roon: se schierarlo nel ruolo di mediano rivedendo, in un certo senso, alcuni dei suoi principi, oppure nel ruolo di mezz’ala. Ruolo di mezz’ala in cui potrebbe tornare a giocare Lazar Samardzic. Dopo anni di prestazioni discontinue come trequartista, il giocatore serbo potrebbe finalmente tornare a giocare nel ruolo in cui ha impressionato ad Udine, attirando l’interesse di molti. Un’altra alternativa simile potrebbe essere Zalewski che in carriera ha già giocato in quella posizione. Tuttavia, per il polacco è più facile immaginare che Sarri lo impieghi come esterno alto.
ATTACCO A TRE, MA DIFFERENTE - In attacco la Dea non cambierà molto, quantomeno a livello numerico. Il reparto offensivo continuerà a contare tre interpreti con la differenza che a sostenere la punta centrale non ci saranno più due trequartisti ma bensì due ali. Gli esterni di Sarri sono giocatori tecnici, rapidi e brevilinei, giocatori da uno contro uno ma capaci di dialogare con i compagni. Discorso analogo si può fare anche per il centravanti: basta pensare quando a Napoli, in emergenza, schierò Mertens come prima punta facendo la fortuna del club e del giocatore stesso. Rispetto alla capacità di dialogare del tridente offensivo, emblematico è il gol del 2-0 di Zaccagni contro il Verona a seguito di un uno-due con Castellanos, chiuso dall’argentino con una “rabona”.
Prepariamoci dunque a vedere un'Atalanta diversa rispetto al recente passato. Un nuovo progetto, ambizioso quanto necessario, per alzare nuovamente l'asticella e tornare ad alzare un nuovo trofeo, in Italia e in Europa.
Autore: Nicolò Colnago / Twitter: @nicolocolnago
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