Marienplatz è un fiume nerazzurro. Tifosi atalantini che vanno e vengono senza sosta. C'è chi si scatta una foto, chi si fa intervistare, chi canta. Una grande festa, com'è giusto che sia. E tanti bambini, col nerazzurro addosso e gli occhi incantati. È impossibile non pensare alla loro fortuna, quella di tifare la Dea negli anni più belli della sua storia. Gli anni di Anfield e di Dublino, delle finali di Coppa Italia e della musichetta della Champions in viale Giulio Cesare. Anni irripetibili, che hanno cambiato per sempre il percorso dell'Atalanta e, anche un po', quello della sua gente

A Monaco è calato il sipario su uno spettacolo che era cominciato a Parigi. Due città, lontane e diverse, ma che fotografano già da sole il meraviglioso viaggio nerazzurro. Anche questa Champions, infatti, nonostante gli inevitabili incidenti di percorso, ha regalato notti magiche, momenti storici. L'illusione del Bruges, quando tutti hanno sperato che la storia di Juric a Bergamo potesse cambiare. Il lampo di Samardzic nella bolgia del Velodromo, la festa di Francoforte, l'amarezza dopo l'Athletic. Ma anche l'impresa col Chelsea e, più in alto di tutto, la rimonta col Dortmund e ventimila persone in silenzio un attimo prima del mancino dal dischetto di Samardzic, sempre lui.

E mentre si spengono le luci dello stadio e con esse il luccichio della Champions sopra Bergamo, vedendo quest'astronave rossa che è l'Allianz Arena galleggiare nel cielo di Monaco non si può non pensare che anche quest'anno, ancora una volta, c'è stata una Dea che ha combattuto coi giganti. Squadre mondiali, che sembravano inarrivabili. Partite impensabili, che sono diventate realtà.

E che l'Atalanta ha giocato sempre a viso aperto, con la sua gente accanto. Quella di Monaco, Marsiglia, Dortmund. La stessa di Catanzaro, Torre Annunziata e Portogruaro. Perché i bambini fortunati di oggi sono i figli dei bambini di ieri, che hanno amato una Dea di certo meno scintillante, ma con gli stessi occhi incantati dei loro figli.

E allora grazie Atalanta, per averci fatto credere che tutto è possibile. E alla prossima avventura, qualsiasi essa sia. 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 10:00
Autore: Gianluca Pirovano
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