Gianluca Scamacca si è raccontato in una lunga intervista sul canale YouTube ufficiale della Lega Serie A. Un viaggio tra i primi calcio ad un pallone e il presente, fatto di Bergamo e di Atalanta. Vediamo insieme i passaggi più interessanti.

SUGLI INIZI - "Sin da quando ero bambino sapevo che un giorno sarei arrivato in Serie A. Nel mio quartiere, quando ero piccolo, si guardavano le partite, soprattutto della Roma. E io mi dicevo 'prima o poi ci arrivo'. Dentro di me lo sapevo, poi se lo dicevo a un mio compagno mi diceva che ero pazzo, ma io dentro di me lo sapevo. Ho sempre giocato per strada con gli altri ragazzi della mia età. Poi Fidene, Cisco, Lazio, Roma. Il calcio è passione, vita, anche anima. È qualcosa che mi parte dentro e si trasforma da astratto a concreto. Al me bambino direi di non cambiare, perché non c’è cosa più bella che rimanere sé stessi davanti a tutto e tutti". 

SULLA SCELTA DI VENIRE A BERGAMO - "A Bergamo ci sono finito per sbaglio… scherzo. L’ho voluta fortemente, credevo in tutto. Nel progetto, nella società. Era un ambiente che mi piaceva, ambizioso come me. Da quando sono arrivato mi sono trovato subito benissimo, ha sposato perfettamente il modo in cui io sono. Sono dei grandi lavoratori e io penso che se non lavori veramente tosto e non credi a quello che fai non arrivi a una crescita così importante e qui lo fanno al 300%".

SUI BERGAMASCHI - "Il nostro motto è la maglia sudata sempre e ci rappresenta tantissimo questa frase. Come noi diamo tutto in campo, così lo fanno i bergamaschi come stile di vita. Sono tutti molto seri e io sono sempre stato così, non ho mai avuto la testa altrove, ho sempre pensato a un obiettivo e nei bergamaschi mi ci ritrovo. I bergamaschi sono forti, gente che non molla mai. Ti aiutano sempre, stanno tanto dietro la squadra e non sono freddi. È bellissimo sentire il calore della gente di Bergamo e dei tifosi".

SULL'INFORTUNIO - "L’infortunio è stato pesante, perché venivo da un anno positivo, bello e importante. Poi è successo qualcosa di impensabile, perché certe cose non puoi immaginare che succedano. È stato un percorso di maturità, di conoscenza di me stesso a livello fisico e caratteriale, devi andare oltre altrimenti non ce la fai. Mi alleno sempre, anche quando sono a casa. Faccio stretching, palestra. Sono uno che non molla mai, sono determinato.

SUI SOGNI - "Il sogno che ho? Vincere uno scudetto. Solo uno, mi sono tenuto piccolo".

Sezione: Primo piano / Data: Lun 08 giugno 2026 alle 15:18
Autore: Redazione
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