La Champions League è un’assassina silenziosa”. La definizione scelta da Paolo Condò negli studi di Sky Sport, durante la trasmissione “Calciomercato - L’Originale”, fotografa perfettamente il concetto espresso dal giornalista: per alcune società italiane la qualificazione alla massima competizione europea non è più soltanto un obiettivo sportivo, ma una necessità. Quando viene meno, le conseguenze finiscono spesso per andare ben oltre il campo, coinvolgendo di fatto dirigenti e allenatori. E tra i club che oggi non possono più permettersi di restare fuori dalla Champions, secondo il giornalista e opinionista televisivo, c’è anche l’Atalanta.

I CASI DI JUVENTUS, MILAN E DEA - Il ragionamento nasce dall’ultimo caso in ordine cronologico, quello della Juventus. Dopo aver mancato l’accesso alla prossima Champions, il club bianconero si prepara infatti a separarsi dall’amministratore delegato Damien Comolli, con Giovanni Carnevali pronto a raccoglierne l’eredità. Da lì Condò ha allargato il discorso al Milan, dove il presidente Gerry Cardinale, dopo il fallimento dell’obiettivo europeo, ha deciso di cambiare profondamente l’assetto del club (cacciando amministratore delegato, direttore sportivo, direttore tecnico e allenatore). E poi è arrivato il riferimento all’Atalanta, forse il passaggio più interessante per il mondo nerazzurro: nella lettura del giornalista, anche le separazioni da Raffaele Palladino e dal direttore sportivo Tony D’Amico sono sostanzialmente una conseguenza del mancato ritorno in Champions League.

LE PAROLE DI CONDÒ - Queste le sue dichiarazioni: “La Champions League è un’assassina silenziosa. Se tu non la prendi e ti chiami Juventus, Milan o anche Atalanta, salta tutto in aria. Sono club, naturalmente Juventus e Milan in primis, che non si possono permettere di fallire quel traguardo. Se lo fallisci, cambia tutto”. Al di là della condivisione o meno dell’analisi, le parole di Condò raccontano bene la nuova dimensione raggiunta dalla Dea. Essere inserita nello stesso discorso di Milan e Juventus significa essere ormai considerata una presenza stabile ai vertici del calcio italiano. Del resto, la qualificazione alla Conference League conquistata quest’anno, ricordiamo, rappresenta la nona partecipazione europea nelle ultime 10 stagioni.

Sezione: Primo piano / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 23:59
Autore: Redazione
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