È un'estate insolita per l'Atalanta, un'estate di rivoluzioni. Inevitabile, col senno di poi. Inattesa, per certi versi. Perché una stagione iniziata malissimo, con l'inspiegabile scelta di Ivan Juric, sembrava essersi raddrizzata, coi primi balsamici mesi di Raffaele Palladino. Un amore che, però, si è bruciato in fretta e ha aperto la porta a un nuovo corso. L'esonero del tecnico campano e di Tony D'Amico, l'arrivo di Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli.

LA SCELTA DELLE CERTEZZE - Un'altra Atalanta, insomma, in gran parte da costruire. O meglio, ricostruire, ma partendo dalle certezze. A balzare all'occhio, infatti, in questi giorni di cambiamenti, sono alcune scelte che sembrano dire in maniera chiara che sì, le cose stanno cambiando, ma la base deve restare solida. E quella base è la società, chiaramente, ma sono anche i giocatori che hanno contribuito in prima persona a far grande la Dea. 

RINNOVI IMPORTANTI - Ecco allora come a un'estate di cambiamenti faccia da contraltare un'estate che non dovrebbe portare a grandi addii. Pasalic aveva già rinnovato fino al 2028. De Roon e Djimsiti hanno prolungato a inizio stagione. E per Kolasinac è stata utilizzata dal club l'opzione per il prolungamento di un anno, prevista dal contratto. Quattro nomi, quattro pilastri del gruppo. I primi tre, ormai bandiere, protagonisti assoluti dell'epopea gasperiniana. Il bosniaco, arrivato a Bergamo nel 2023, fin da subito riferimento e leader dello spogliatoio. 

UNA LINEA CHIARA - La linea, in definitiva, è chiara. L'Atalanta sta cambiando e lo sta facendo cercando di tenere alta l'asticella dell'ambizione, ma senza dimenticarsi le radici di un percorso iniziato ormai più di dieci anni fa e che ha cambiato per sempre la dimensione del club nerazzurro. Per farlo ha scelto i suoi custodi. Senatori che conoscono gruppo e ambiente e che saranno fondamentali per dare stabilità, dentro e fuori dal campo, in quest'insolita estate bergamasca.

Sezione: Primo piano / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 11:02
Autore: Redazione
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