Raffaele Palladino pesa molto le parole. La sensazione che si ha, da quando è arrivato a Bergamo, è che dietro a ogni sua frase ci siano un pensiero e un obiettivo. Per questo ogni occasione di sentirlo parlare è un'opportunità per comprendere meglio il momento che vive l'Atalanta. Sabato sera, dopo l'importante e sofferta vittoria col Torino, sono state due le parole rimaste nelle orecchie, fotografia perfetta di questo nuovo corso della Dea. 

Alchimia, la prima. "Da subito è nata una sintonia, un’alchimia, una magia che è davvero importante e unica - ha sottolineato il mister in conferenza - Loro sono davvero ragazzi incredibili e uomini straordinari. Sono ricettivi, fanno le cose alla perfezione e mi fanno sentire l’allenatore più felice del mondo". Impossibile da contraddire, perché questo feeling tra il gruppo e l'allenatore si sente ed emerge in maniera ancora più evidente in contrasto con il recente passato. Quell'amore vai veramente sbocciato tra lo spogliatoio e Ivan Juric, che è stato forse la ragione principale del fallimento del tecnico croato in nerazzurro. 

Divertimento, la seconda. "Questo è un gruppo che ha sofferto nei primi mesi, a stare sotto e a non ottenere risultati - ha spiegato sempre Palladino - Vedo la squadra divertirsi, attaccare e difendere insieme". E proprio questa è la più grande vittoria di Palladino fino ad oggi. I risultati, certo, aiutano e sono fondamentali, ma è la sensazione che resta vedendo giocare l'Atalanta ad avere un peso ancora maggiore, così come pesano le parole dei giocatori. L'entusiasmo ritrovato, l'energia che arriva dal campo.

Quando i grandi amori finiscono, e quello tra la Dea e Gian Piero Gasperini lo è stato, ci si ritrova disorientati. Si mettono in discussione tutte quelle che sembravano certezze. Si pensa, insomma, di non essere più capaci di amare. La prima Atalanta del dopo Gasp era questo: una squadra ferita e disorientata, che non sembrava più sapersi divertire. Oggi, invece, è tornato il sorriso e, soprattutto, la sensazione che l'Atalanta possa essere ancora, anche senza il suo storico condottiero, quella squadra bella e sfrontata che ha incantato l'Europa. Ci saranno anche momenti di pioggia, questo è certo, ma dentro e fuori dal campo Bergamo saprà affrontarla con uno spirito diverso. E il merito è anche di mister Palladino.

Sezione: Primo piano / Data: Lun 12 gennaio 2026 alle 14:08
Autore: Gianluca Pirovano
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