Saranno 1.788 i tifosi dell'Atalanta al seguito per la sfida contro il Sassuolo. Tanti, ma certamente meno di quanto ci si aspettasse. Quella di Reggio Emilia è, tradizionalmente, gara da grandi numeri nel settore ospiti, considerata la vicinanza e l'estrema tranquillità della tifoseria di casa. Non solo. Nel caso del match di domani, domenica 1° marzo, c'erano almeno altri tre aspetti di cui tenere contro. In primis, l'orario favorevole. In seconda battuta, il fatto di essere la prima trasferta libera dopo una lunga sfilza di divieti e limitazioni. In terza battuta, la spinta della storica vittoria di mercoledì sera. 

Eppure il settore ospiti si è riempito per meno della metà. Una situazione simile a quanto accaduto in occasione della trasferta in casa del Borussia Dortmund, per la quale si attendeva una corsa al biglietto che nella realtà dei fatti non c'è stata. Sia chiaro, non è in discussione l'attaccamento della tifoseria alla sua squadra e chi sceglie di dedicare tempo e denaro alla Dea, seguendola anche lontano da Bergamo, merita rispetto e gratitudine. Di certo, però, il tema c'è e merita di essere discusso. Cosa succede alla tifoseria atalantina in trasferta? 

Un primo aspetto di cui tenere conto è la questione economica. Nel caso della gara col Sassuolo, il biglietto del settore ospiti non era di certo a buon mercato: 35 euro a cui aggiungere i diritti di prevendita. E, soprattutto, non erano previste riduzioni di nessun tipo. Insomma, un bel salasso per una famiglia... In generale, poi, l'Atalanta in questi anni ha abituato bene i suoi tifosi, facendoli viaggiare per l'Europa e spesso e volentieri andando avanti anche in Coppa Italia. Emozioni, certo, ma anche costi per poterla seguire. Probabili quindi che, in molti, si trovino a dover fare delle scelte, considerati anche i prezzi, non sempre economici, per assistere alle gare casalinghe.

C'è poi un aspetto che potremmo definire sociale. La tifoseria atalantina, infatti, negli ultimi anni è stata tra le più colpite da divieti e limitazioni e una delle ultime in Italia a scegliere di non piegarsi alla tessera del tifoso. Di conseguenza, la trasferta ha smesso di essere un'abitudine ed è diventata, purtroppo, un'eccezione. Una situazione che, numeri alla mano, potrebbe aver influito negativamente, perché è proprio in trasferta che il gruppo si cementa, si allarga, coinvolge più gente. Se a questo si aggiunge il cambiamento generazionale che ha coinvolto la Curva Nord negli ultimi anni, si arriva alla conclusione che, nonostante in casa il supporto sia tornato ad alti livelli, potrebbe volerci pazienza prima di poter tornare ai fasti del passato anche lontano da Bergamo.

Sezione: Primo piano / Data: Sab 28 febbraio 2026 alle 23:07
Autore: Gianluca Pirovano
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