Risultato finale: Atalanta-Dortmund 4-1

Play-off di Champions contro il Borussia Dortmund, autentico squadrone, / un “male necessario” all’Atalanta per restare dentro alla competizione. Rimontare lo svantaggio dell’andata per fare la storia: / son queste le imprese che a Bergamo accendono la collegiale memoria! //

Meraviglioso il pubblico con le sue coreografie da palato fine, / la cornice che vale il quadro come “Poesie clandestine”. Da un lato la Nord, tappezzata di cartoncini azzurri e neri, / a fare da sfondo a chi più di tutti rimasto è nel profondo dei pensieri: / il mago illusionista che, con la sua bacchetta, / nel 2018 agli stessi tedeschi segnò una doppietta! Dall’altro la Sud e i suoi fradèi / con l’invito a portare i colori casalinghi sui muri europei. //

Contro la barricata gialla di Germania e i tanti “avvoltoi” nostrani, / alla sua “opera” di demolizione la magica Dea mette le mani. Ed è subito evidente la trama del film diretto dal regista Palladino: / aggredire i teutonici con “ossessione” da parte dell’undici atalantino. Il giusto approccio che, dopo soli cinque minuti, a scatenare va i 23+23mila, / grazie all’incursione di Scamacca che il portiere Kobel infila.

Sul giusto livello di concentrazione procede così il primo tempo a nerazzurre tinte / con gestione paziente dei momenti e delle palle vinte. Tiene gioco l’Atalanta non come “Uomo che cade” contro i giganti a pezzi, / ma come “I romantici” che inseguono il “Paradiso” con tutti i loro mezzi. E alla stregua di quanto accaduto nella prima sfida sul filo dell’intervallo / arriva il secondo gol della squadra di casa a rimettere tutto in equilibrio e ancora in ballo, / col destro di Zappacosta ad avere ragione, / incuneandosi nel “labirinto” delle maglie avversarie su deviazione.

La ripresa è ovviamente una nuova partita / con Palladino stesso, quasi in campo, a giocare anche lui la gara più importante della sua vita. Prova allora il Dortmund a lasciare di un gioco più arrembante la traccia, / ma come “animali notturni” gli orobici con sete di vittoria e lucidità vanno a caccia. Sempre protetta dalla sua “stella stellina”, / non manca per nulla lo spirito alla Dea atalantina, / la cui prestazione immensa tutta la città appaga, / rigirando ai suoi nemici il “Ditonellapiaga”. //

“Che fastidio!” per Kovac e compagnia bella oltre il Reno / veder spuntare di De Roon l’arcobaleno / a servire il solito Pasalic, esperto negli inserimenti, / e zittire così tutti quelli che ci davano per perdenti. Sostituisce i trequartisti il tecnico dei gialloneri dopo il ribaltone, / mentre Palladino attende ancora un po’, prima di cambiare la sua creatura al limite della perfezione. E proprio quando il Borussia stava per piegarsi sotto il peso delle tre reti, / il gol di Adeyemi subentrato scaccia via i pensieri lieti, / portando la testa già ai supplementari, com’è “naturale” che sia, / senza, però, perdere il dna ritrovato per via.

Tutto avrebbe fatto pensare ad una “stupida sfortuna”, / arrivati con pieno merito a un passo dalla cruna, / ma “La felicità è basta”, quella di cui ne vale la pena, / stava per insinuarsi proprio lì, a fil di sirena. Su cross di Pasalic, di quelli perfetti, / Krstovic s’immola, prendendosi sulla testa i tacchetti / di Bensebaini che lo ferisce con furore, / decretando per i bergamaschi un sacrosanto calcio di rigore.

Lacrime e sangue dal dischetto, “prima che” Samardzic prenda il pallone / e voilà… l’Atalanta il turno passa nella generale commozione!

Un 4-1 che resterà “ora e per sempre” nella storia del calcio italiano, non solo della Dea, / più bello di una creazione dell’AI o di qualsivoglia idea, / impresso nelle menti e sul “sacro asciugamano” / che il sacrificio del montenegrino ha reso sovrumano. Guadagna la squadra di Bergamo punti, blasone e visibilità, / restando tra le sedici grandi d’Europa unica e sola della Serie A.

Tutti son stati “Bravi”, come il cantante Michele, / sotto l’eccellente guida del maestro Raffaele, / che quando è arrivato a Zingonia nel giorno di San Martino / l’estate ha riportato per il popolo atalantino! Una “magica favola” che ancora prosegue, nonostante la chiusura del ciclo Gasperini, / perché il progetto calcistico sempre va oltre i singoli e i lombardi confini.

Agli ottavi si vola, «liberi, liberi, liberi di sognare», come nella canzone di Rossi Vasco, / scelta per l’elogio di questa vittoria dal mister bergamasco, / al quale l’Atalanta in persona si dichiara così, / dicendo al suo uomo giusto «Per sempre sì»!

Sezione: News / Data: Dom 01 marzo 2026 alle 09:02
Autore: Alessandra Dagostini
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