Risultato finale: Atalanta-Pafos 3-1
Carnesecchi 5.5: viene sollecitato poco nel primo tempo, facendosi trovare attento sulle conclusioni dalla distanza e nelle uscite sulle verticalizzazioni cercate dalla squadra cipriota. La serata si complica al 74', quando sottovaluta un mancino non irresistibile di Anderson e si lascia sfuggire il pallone verso il centro dell'area. È comunque reattivo nel rialzarsi e anticipare Biel, evitando il tap-in. Un campanello d'allarme che precede l'intervento poco convincente sul gol del 3-1, quando non riesce a opporsi con efficacia al destro dello stesso Biel. Due incertezze che pesano sul giudizio finale.
Zappacosta 6: interpreta la partita con attenzione, senza cercare con particolare insistenza l'affondo sulla fascia destra. Si concentra soprattutto sulla gestione della posizione e sull'equilibrio della squadra, anche perché il Pafos lo impegna raramente in fase difensiva. Una prestazione ordinata, senza particolari sbavature, che gli permette di mettere nelle gambe altri 90 minuti dopo quelli contro il Venezia e proseguire nel percorso verso la migliore condizione.
Kristensen 6: contiene bene Lele nel duello individuale, lavorando con attenzione in coppia con Kolasinac. Si fa trovare pronto anche sulle verticalizzazioni degli avversari, intervenendo con puntualità quando il Pafos cerca di attaccare la profondità. Prestazione solida, senza particolari difficoltà, nella quale prova anche a rendersi pericoloso sugli sviluppi dei calci piazzati (dall'80' Idele SV).
Kolasinac 6: nei primissimi minuti fatica a leggere alcuni movimenti di Lele alle sue spalle, ma trova rapidamente le misure anche grazie alle chiusure di Kristensen. Da quel momento gestisce con esperienza i duelli e contribuisce a mantenere ordinata la linea difensiva, senza particolari affanni. Nel finale, però, si lascia sorprendere dalla combinazione che porta al gol di Biel, una disattenzione che macchia parzialmente una prestazione fino a quel momento positiva.
Bernasconi 6: tanta corsa, come sempre, e una presenza costante sulla fascia sinistra. Accompagna la manovra con continuità, offrendo ampiezza e cercando di proporsi anche quando l'Atalanta abbassa i ritmi. Non sempre, però, riesce a dare qualità alle proprie iniziative: una volta arrivato sul fondo, alcune scelte e qualche imprecisione nell'esecuzione gli impediscono di sfruttare meglio le situazioni favorevoli. Nel complesso una prova sufficiente, soprattutto per dinamismo e disponibilità.
Pasalic 6: solita prestazione di qualità ed esperienza. Lavora bene in coppia con Gaetano nelle due fasi, contribuendo alla circolazione del pallone e facendosi trovare pronto anche quando deve alzarsi in pressione. Gestisce con ordine i ritmi della partita, senza cercare giocate particolarmente complicate e garantendo equilibrio al centrocampo. Una prova seria, nella quale mette la propria esperienza al servizio della squadra (dal 67' Ederson 6: subentra soprattutto per gestire il minutaggio, suo e dei compagni, più che per una reale necessità tattica. Entra in una fase di totale controllo della Dea e si limita ad amministrare il possesso senza particolari difficoltà).
Gaetano 6: impiegato nel centrocampo a due, gode di maggiore libertà di movimento e dimostra buon dinamismo. Al 16' serve Raspadori al limite dell'area, dando il via a una delle occasioni più pericolose del primo tempo. Lavora bene accanto a Pasalic, partecipando alla costruzione della manovra e alla gestione dei ritmi. L'andamento della partita favorisce il lavoro della coppia, che può amministrare a lungo il possesso senza essere sottoposta a una pressione particolarmente intensa. Una prestazione ordinata e positiva.
Elmas 6.5: sblocca e indirizza la partita dopo appena 46 secondi, facendosi trovare pronto sul velo di Scamacca e battendo Majecki con un preciso piattone all'angolino. Una rete che vale anche il quarto posto nella classifica dei gol più veloci nella storia della Conference League. Per il resto mette in mostra corsa, qualità e duttilità, confermandosi una soluzione importante sul piano tecnico e tattico nel nuovo 4-2-3-1 di Sarri. Nel recupero ha anche l'occasione per la doppietta, ma sulla respinta del palo colpito da Samardzic calcia alto da ottima posizione.
Raspadori 7: la sua partita dura soltanto venti minuti, ma gli bastano per incidere ed essere tra i migliori in campo. Parte subito forte, attaccando la fascia destra e servendo il pallone da cui nasce il vantaggio di Elmas. Al quarto d'ora lavora bene una situazione non semplice al limite dell'area e libera un mancino a giro sul quale soltanto una prodezza di Majecki gli nega il gol. La sfida con il portiere si ripete pochi minuti più tardi, quando trasforma con freddezza il rigore del 2-0. Proprio durante l'esecuzione, però, accusa un problema muscolare che lo costringe a lasciare il campo. Un vero peccato, considerando quanto aveva mostrato fino a quel momento (dal 21' De Ketelaere 6.5: entra nel ruolo di trequartista, ma è partendo dalla destra, la sua zona di comfort, che converge e serve a Scamacca uno splendido assist per il 3-0. Nella ripresa si muove maggiormente nella zona centrale, dialogando bene con i compagni e partecipando alla gestione del possesso. Sfiora anche il gol con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d'angolo).
Zalewski 6.5: si procura il calcio di rigore del raddoppio con un bel guizzo palla al piede, costringendo Bruno a stenderlo in area. Vivace e intraprendente, cerca spesso di puntare l'avversario e creare superiorità sulla fascia sinistra. Nella ripresa, dopo un'altra accelerazione, va vicino al gol con un mancino potente da posizione defilata, sul quale Majecki è costretto a intervenire. Una prestazione positiva, nella quale conferma la capacità di dare imprevedibilità alla manovra offensiva (dal 67' Samardzic 6: entra in un momento di totale controllo della Dea e partecipa alla circolazione del pallone. Nel recupero sfiora il gol con un mancino preciso dal limite dell'area, deviato da Majecki sul palo).
Scamacca 7: protagonista fin dai primi secondi, quando compie una grande giocata lasciando sfilare il pallone sul cross di Raspadori e liberando Elmas per il vantaggio. Si muove bene al centro dell'attacco, offrendo un riferimento costante ai compagni e partecipando con qualità alla costruzione della manovra. Al 44' sfrutta alla perfezione il filtrante di De Ketelaere, presentandosi tutto solo davanti a Majecki e battendolo con un destro preciso per il 3-0. Si fa trovare con facilità anche lontano dall'area, lavorando bene per legare il gioco e favorire gli inserimenti dei compagni. Una prestazione convincente, nella quale al gol aggiunge un contributo importante allo sviluppo offensivo della squadra.
Maurizio Sarri 6.5: tutti si aspettavano una vittoria dell'Atalanta e così è stato. In soli 45 minuti la Dea sblocca, indirizza e chiude virtualmente la partita, mostrando buone combinazioni offensive e una gestione sicura del possesso. L'ampio turnover non compromette gli equilibri della squadra, che risponde bene anche con diversi interpreti rispetto alla gara contro il Venezia. Nella ripresa i nerazzurri amministrano il vantaggio, abbassando comprensibilmente i ritmi e concedendo poco fino agli ultimi minuti. Il cambio modulo continua a dare segnali incoraggianti: maggiore equilibrio, più soluzioni offensive e soprattutto sei gol realizzati in due partite. Il gol subito nel finale, frutto di un evidente calo di attenzione, non avrà certamente fatto piacere a un perfezionista come lui. Resta comunque una vittoria meritata, ottenuta senza particolari affanni.
Autore: Nicolò Colnago / Twitter: @nicolocolnago
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