Conferenza stampa della vigilia per Maurizio Sarri. Domani, giovedì 15 ottobre, alle 21 l'Atalanta affronterà il Pafos alla New Balance Arena per la 1ª giornata della League Phase di Conference League. Vediamo insieme i passaggi più interessanti.

SUI TANTI IMPEGNI - "Per il momento abbiamo fatto solo un po' di scarico. La preparazione della partita deve ancora cominciare. Il calcio moderno è questo: il tempo per preparare le partite non c'è se hai tre partite in sei giorni. Non è un calcio che mi fa impazzire, la penso come le nostre curve, ma ci dobbiamo adeguare, il calendario è questo. Chi giocherà non lo so dire, faremo tutte le valutazioni e prenderemo le decisioni. In questo momento è importante tenere in ballo più giocatori possibili". 

SULLA CONDIZIONE - "Dobbiamo vedere se il secondo tempo col Venezia è stato un problema fisico o di altra natura. Dal punto di vista fisico nel primo tempo abbiamo espresso valori che non avevamo ancora espresso in questa stagione. Abbiamo avuto efficienze a livello top europeo: forse abbiamo pagato quello o forse il fatto che il baricentro non era più lo stesso. Il Venezia ha messo in difficoltà tutti, non solo noi". 

SUL PAFOS E SULLA PARTITA - "Mi aspetto la classica partita europea, cioè difficile. In Italia il livello delle medio piccole si è alzato e lo stesso è successo anche in Europa. E come si è visto anche nei risultati di ieri, anche squadre di Paesi meno considerati possono essere difficili da affrontare. Il Pafos è una buona squadra, viene da una buona Champions l'anno scorso. Ci saranno anche momenti di sofferenze: l'umiltà è una dote essenziale e va accettato che tutte le squadre ti possano mettere in difficoltà. Che il Pafos sia una squadra di livello è palese. Se poi il livello lo si valuta solamente col nome è superficialità. Noi l'abbiamo chiaro il livello del nostro avversario, che è elevato". 

SU CARNESECCHI - "Il problema è che non lo posso far giocare in mezzo al campo. Qualche giocatore di personalità c'è ed è uno tra questi. Non gli perdonerò mai niente, perché ha le capacità di fare la differenza e deve farla. Quello che dico per lui è uno stimolo e non un peso, perché ha le spalle larghe". 

SULLA PERSONALITÀ - Contro il Venezia ho visto degli aspetti positivi avendo un grande ingresso in partita. Un altro segnale positivo l'ho visto quando eravamo in inferiorità numerica. Abbiamo perso il controllo della partita ad un certo punto, concedendo campo aperto agli avversari: non mi piace questa cosa: questo ha finito poi per complicare le cose, ed è per questo che poi sono tornato al 4-3-3". 

Sezione: Primo piano / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 14:54
Autore: Redazione
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