Roma-Napoli del 14 ottobre 2017, Genoa-Lazio del 29 settembre 2025 e Lazio-Torino del 4 ottobre dello stesso anno: cos'hanno in comune queste partite? Sono le uniche tre occasioni, dal 2012 fino alla sfida di domenica, in cui Maurizio Sarri aveva schierato una squadra con il 4-2-3-1 dal primo minuto. Una lista alla quale si è aggiunta ieri Atalanta-Venezia, con il tecnico toscano che ha deciso di cambiare abito ai nerazzurri, accantonando l'abituale 4-3-3 per un sistema di gioco decisamente meno familiare. Una scelta che ha accompagnato il successo per 3-1 contro il Venezia.

UN MODULO INSOLITO - Il 4-2-3-1 è dunque una soluzione poco frequentata da Sarri negli ultimi anni, ma la decisione di adottarlo non è arrivata del tutto a sorpresa. Da settimane, infatti, si discuteva della possibilità di modificare l'assetto tattico dell'Atalanta per dare maggiore incisività alla manovra offensiva e sfruttare meglio le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Contro il Venezia, il tecnico ha deciso di percorrere questa strada, riportando soprattutto Charles De Ketelaere in una posizione centrale sulla trequarti, anziché impiegarlo largo nel tridente come nelle precedenti uscite. Un cambiamento significativo, che potrebbe offrire al belga maggiori possibilità di incidere negli ultimi metri (anche se contro i lagunari è stato indubbiamente il peggiore in campo tra le fila della Dea).

LE ESPERIENZE PASSATE - Prima della partita di ieri, dunque, Sarri aveva utilizzato il 4-2-3-1 dal primo minuto soltanto tre volte dal 2012. Alla Lazio, peraltro, il ricorso a questo sistema era stato dettato soprattutto dalle numerose assenze a centrocampo, più che da una precisa volontà di modificare l'impostazione tattica. Sarebbe però sbagliato considerarlo un modulo del tutto estraneo alla carriera dell'allenatore. In passato, infatti, il 4-2-3-1 era stato il sistema di riferimento ad Alessandria e Sorrento, entrambe esperienze maturate in Serie C. Sarri lo aveva inoltre adottato con una certa frequenza anche sulle panchine di Pescara e Arezzo. Il ritorno a questa disposizione, quindi, recupera una soluzione già conosciuta dal tecnico, sebbene rimasta ai margini delle sue scelte più recenti.

Sezione: Primo piano / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 09:30
Autore: Redazione
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