Risultato finale: Roma-Atalanta 2-1
Carnesecchi 6,5: abbassa la saracinesca per quasi tutta la serata, opponendosi ai tentativi della Roma e tenendo in piedi l'Atalanta nei momenti di maggiore pressione. Nel finale, però, prima Hermoso e poi Soule riescono a scassinarla nel giro di pochi minuti. Sul 2-1 resta qualche dubbio sulla sua risposta, senza però cancellare quanto fatto in precedenza.
Bellanova 7: ara la fascia destra senza risparmiarsi e, soprattutto, tiene botta quando la Roma prova a sfondare dalla sua parte. Si ritrova più volte a dover gestire situazioni di inferiorità numerica, ma raramente perde il duello e trova comunque energie per proporsi in avanti. Una gara di gamba, attenzione e personalità.
Kossounou 6,5: mette Malen in tasca per buona parte dell'incontro, togliendogli profondità e spazio per girarsi. Paradossalmente, l'ingresso di Castro gli alza il livello di difficoltà e lo espone a qualche pericolo in più, ma il centrale ivoriano non perde la bussola. I progressi sono evidenti, anche se rimane qualche dettaglio da limare.
Scalvini 6,5: pulito, preciso e senza fronzoli. Governa il centro della difesa leggendo con anticipo diverse situazioni e scegliendo quasi sempre bene il momento in cui rompere la linea. Anche con il pallone tra i piedi cerca soluzioni semplici, senza correre rischi inutili. Una prova solida in una serata tutt'altro che tranquilla per il reparto arretrato.
Kolasinac 7: una roccia sulla sinistra. Lulli prima e Molina poi sbattono ripetutamente contro il bosniaco, che mette fisico ed esperienza al servizio della squadra e chiude quasi ogni varco dalla sua parte. Consuma parecchie energie nel lavoro difensivo e Sarri, a una ventina di minuti dalla fine, decide di concedergli fiato (dal 72' Zappacosta 5,5: non offre la stessa impermeabilità e sul gol decisivo si lascia bruciare da Soule).
Ederson 7,5: è come il prezzemolo: lo trovi dappertutto. Recupera palloni davanti alla difesa, si allarga per coprire sugli esterni, accompagna le ripartenze e quando c'è da mettere il piede non si tira indietro. Poi aggiunge anche la firma d'autore, con un destro fulminante che porta avanti la Dea. Quantità industriale, ma anche qualità: è il migliore dei nerazzurri (dal 79' Kessie SV).
Gaetano 6: deve fare legna e non si sottrae al compito. Corre, recupera palloni e prova a schermare le linee di passaggio della Roma, offrendo equilibrio accanto a un Ederson decisamente più libero di svariare. Quando il baricentro si alza, però, il suo contributo diminuisce: nella metà campo avversaria continua a mancare quel qualcosa in più già cercato nelle prime uscite stagionali. A tempo scaduto si fa espellere per proteste.
Samardzic 5,5: finisce presto imbottigliato sul lato destro, dove la Roma spinge con insistenza e lo obbliga a una gara diversa da quella che preferisce. Corre spesso all'indietro, perde lucidità nella gestione e commette qualche errore di troppo con il pallone. Soprattutto, non riesce mai ad accendere la luce con il mancino e il suo estro resta sostanzialmente inespresso (dal 66' Pasalic 5,5: sul pareggio legge male la traiettoria del corner e Hermoso può colpire indisturbato).
De Ketelaere 5,5: un lampo e poco altro. La giocata più importante arriva nell'azione del vantaggio, quando strappa su Hermoso e mette in moto la transizione poi chiusa da Ederson. Ci si aspetta che possa essere la scintilla capace di accenderlo, invece torna progressivamente nell'ombra. Tocca pochi palloni realmente pericolosi e fatica a incidere negli ultimi metri: il miglior Cdk sembra ancora lontano.
Scamacca 5,5: predica spesso nel deserto, soprattutto in un primo tempo nel quale l'Atalanta fatica ad accompagnare l'azione e gli recapita pochi palloni giocabili. Prova a fare da boa e a lavorare spalle alla porta, ma contro i centrali giallorossi trova pochissimo spazio. In una prima frazione decisamente avara di occasioni per la Dea, va comunque ricordato che l'unico tiro nello specchio porta la sua firma (dal 46' Krstovic 6: sportella, allunga la squadra e dà subito un riferimento più dinamico. Sfiora anche il raddoppio dopo una bella giocata al limite).
Elmas 6: più operaio che artista nel suo esordio da titolare. La Roma lo costringe a indossare la tuta da lavoro e il macedone non si tira indietro, ripiegando con continuità e dando una mano preziosa sulla corsia. Questo, inevitabilmente, gli toglie qualcosa quando c'è da attaccare: davanti manca il guizzo, ma per applicazione e sacrificio la sufficienza è meritata (dal 66' Zalewski 5,5: entra a motore spento. Un'iniziativa personale e poco altro).
Maurizio Sarri 5: dall'altra parte trova una macchina già rodata, la sua è ancora in officina. L'attenuante esiste ed è evidente, perché l'Atalanta sta imparando principi completamente differenti rispetto al passato. All'Olimpico, però, la Dea resta troppo a lungo passiva e schiacciata, affidandosi soprattutto alla capacità di resistere e ripartire. Il vantaggio di Ederson sembra poter premiare questo copione, ma nel finale il castello crolla in pochi minuti e la rimonta giallorossa lascia Sarri a mani vuote. C'è ancora parecchio da registrare.
Autore: Nicholas Reitano / Twitter: @NicoReitano
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