Dopo la fondamentale vittoria in rimonta contro il Napoli, per l'Atalanta è subito tempo d'Europa. Mercoledì sera arriva a Bergamo il Borussia Dortmund per la gara di ritorno dei playoff di Champions League. La squadra di Raffaele Palladino è chiamata a rimontare il 2-0 dell'andata. Un'impresa non facile, ma tutt'altro che impossibile. La gara d'andata, purtroppo per la Dea, è stata la massima espressione di quella che è la squadra di Niko Kovac, capace di esaltare i propri punti di forza. Ma nessuno è perfetto, e tanto meno lo è il Borussia.
I punti di forza del Borussia Dortmund
Tra i punti di forza del Borussia Dortmund c'è senza dubbio il reparto offensivo e, più in generale, la fase d'attacco. Per caratteristiche, il Borussia è una squadra estremamente pericolosa quando ha campo da attaccare. La squadra di Kovac, infatti, nella prima fase della Champions League è decima per possesso palla medio a partita ma solo ventiseiesima per tiri complessivi a partita. Un dato che certifica come i tedeschi non abbiano bisogno di grandi volumi di gioco per colpire. Grande supporto alla fase offensiva viene garantito dai due esterni del 3-4-2-1 di Kovac, in particolare da Ryerson. L'esterno norvegese, infatti, in stagione ha già collezionato 14 assist in tutte le competizioni, di cui uno proprio all'andata. In realtà, la distribuzione degli attacchi è equamente divisa tra le due fasce laterali, ma la qualità di Ryerson, testimoniata dai dati, rende la corsia di destra del Borussia Dortmund più prolifica e continua.
Un altro punto di forza della squadra di Kovac sono le palle inattive. La struttura e la fisicità dei giocatori gialloneri rendono ogni calcio piazzato una situazione potenzialmente decisiva. Nella gara d'andata il Borussia ha infatti sfiorato il gol in due situazioni di palla inattiva: la prima con Anton e la seconda con Brandt. Nell'ultimo turno di campionato contro il Lipsia, sempre dagli sviluppi di un calcio d'angolo è arrivato l'autogol del momentaneo 2-1. Un aspetto da non sottovalutare, soprattutto in una gara che potrebbe vivere di episodi.
I punti deboli della squadra di Kovac
Il punto debole del Borussia Dortmund, complice anche le tante assenze dell'ultimo periodo, è sicuramente la fase difensiva. Tra le 24 squadre che hanno superato la League Phase della Champions League, la squadra di Kovac è infatti la seconda peggior difesa con 17 gol concessi. Peggio della squadra tedesca ha fatto soltanto il Qarabag, che di gol ne ha subiti ventuno. In particolare, la difesa a tre dei tedeschi va in difficoltà nel mantenere i riferimenti e nel leggere e assorbire gli inserimenti. Nello specifico, la retroguardia del Borussia soffre in maniera significativa l'attacco alla profondità tra il braccetto e il centrale di difesa. È proprio su questo tipo di sviluppo che la Dea ha costruito l'unica vera palla gol avuta nella partita d'andata.
Il pareggio per 2-2 contro il Lipsia nell'ultima giornata di Bundesliga ha evidenziato ulteriormente le difficoltà difensive sopracitate. Il Borussia ha infatti subito due gol identici, nel vero senso della parola, dopo aver in precedenza concesso anche una terza palla gol, sempre con lo stesso sviluppo. Nelle tre occasioni il Lipsia ha costruito sulla propria corsia di sinistra, arrivando anche a isolare Diomande nell'uno contro uno, per poi trovare il cross basso al centro dell'area di rigore. In ognuno dei tre casi un giocatore del Lipsia ha colpito indisturbato dentro l'area piccola, segnale evidente di una marcatura poco efficace e di una lettura difensiva rivedibile.
Cosa deve fare l'Atalanta
La prima cosa, fondamentale, che dovrà fare l'Atalanta sarà avere pazienza. Segnare due gol al Borussia Dortmund non è un'impresa impossibile. Una rete, anche nella seconda metà del secondo tempo, riaprirebbe il discorso qualificazione e cambierebbe l'inerzia della partita. Al contrario, approcciare la gara con frenesia e disordine significherebbe esporsi alle temibili ripartenze dei tedeschi, con il rischio concreto di compromettere il piano gara e il discorso qualificazione.
Ripensando alla gara d'andata, la Dea dovrà fare tesoro dei novanta minuti del Westfalenstadion e alzare ulteriormente la soglia della percezione del pericolo. A Dortmund, la squadra di Palladino si è ritrovata subito a rincorrere dopo il gol di Guirassy arrivato appena due minuti dopo il fischio d'inizio. La rete dell'attaccante guineano è arrivata con un colpo di testa su un cross di Ryerson. In quella circostanza, la Dea si trovava perfettamente accoppiata nelle marcature all'interno dell'area di rigore e in superiorità numerica (3 contro 2) in zona palla. La rete del 2-0, invece, è stata la dimostrazione di quanto possa far male la squadra di Kovac quando ha campo da attaccare, soprattutto se trova spazi in transizione.
Per quanto riguarda la fase offensiva, come evidenziato nei punti deboli del Borussia Dortmund, l'Atalanta dovrà ripartire dall'unica vera palla gol costruita all'andata: quella mancata da Pasalic sul cross rasoterra di Zalewski. La Dea dovrà cercare di mettere in difficoltà, con o senza rotazioni, le catene laterali del Borussia composte dalle accoppiate tra braccetti ed esterni di parte. L'obiettivo dovrà essere quello di guadagnare la linea di fondo con continuità. A quel punto sarà necessario attaccare e riempire l'area di rigore con tanti uomini e con i tempi giusti, sfruttando inserimenti e seconde palle.
La Dea ci deve credere, consapevole della propria forza e forte dell'esperienza maturata nella gara d'andata. Perché il passato insegna, e provare a farne tesoro è quantomeno doveroso. Per loro stessi. Per la storia recente dell'Atalanta. Per i tifosi. Per regalare a Bergamo un'altra indimenticabile notte europea.
Autore: Nicolò Colnago / Twitter: @nicolocolnago
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