La vittoria per 4-1 dell’Atalanta sul Dortmund, nel ritorno dei playoff di Champions League, si iscrive tra le pagine più alte della storia recente del club bergamasco e del calcio italiano. Il successo ribalta lo 0-2 dell’andata e consegna ai nerazzurri la qualificazione agli ottavi, scongiurando un’eventualità che non si era mai verificata nella storia della competizione: l’assenza totale di squadre italiane nel turno a eliminazione diretta. Al termine della gara, l’amministratore delegato nerazzurro Luca Percassi è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare il peso sportivo e simbolico dell’impresa. Di seguito, le sue dichiarazioni.
Nel podio delle grandi imprese di questi anni, subito dopo Dublino, dove colloca questa vittoria?
"Penso che arrivi poco dopo Dublino, appena dietro, ma solo perché Dublino ci ha permesso di conquistare un trofeo. Questa è stata la partita perfetta, una prestazione straordinaria, quindi faccio un grandissimo complimento al mister, ai ragazzi e a tutto il pubblico, che dal primo all’ultimo minuto è stato incredibile. Già dopo l’andata, rientrati in albergo, il mister e il direttore erano convinti di non aver espresso la migliore Atalanta a Dortmund. Sentivano che c’era la possibilità di trovare la chiave giusta e il mister ci ha creduto sempre. Nonostante il poco tempo a disposizione è riuscito a toccare le corde giuste. È un allenatore predestinato, per qualità e visione, e per tutto il calcio italiano è un piacere vederlo lavorare a questi livelli. La prossima sfida sarà contro una delle due squadre in testa ai rispettivi campionati. Con il Bayern non abbiamo mai giocato, con l’Arsenal sì, in casa, ma mai a Londra. Per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta sarà comunque qualcosa di straordinario e credo che il valore di questa vittoria lo capiremo davvero con il passare delle ore".
Si parla spesso delle due anime dell’Atalanta, quella umile e quella nobile: quanto pesano in una notte come questa?
"Quello che ci rende più orgogliosi, come famiglia, sia da parte di mio papà sia di Stephen Pagliuca, è essere una famiglia che gestisce l’Atalanta e corre insieme all’Atalanta. La cosa più bella è vedere il trasporto dello stadio, l’entusiasmo dei bambini, la partecipazione della gente. Siamo felici che Bergamo possa vivere una delle serate più belle della propria storia. Mi emoziona dirlo, perché in questi anni abbiamo attraversato tante partite importanti, ma ciò che è emerso in modo particolare è stata l’Atalanta nella sua interezza. Anche nei momenti difficili abbiamo sentito un grande sostegno verso squadra e società, e di questo ringrazio tutti, anche chi magari ha espresso qualche dubbio. Dobbiamo lavorare sugli errori, ripartire con umiltà e convinzione, ma è motivo di orgoglio vedere tutto il popolo bergamasco e atalantino gioire per una notte così. Essere ancora in corsa su tre fronti testimonia un lavoro enorme, costruito anche attraverso inciampi e difficoltà. Dall’Europa League in poi è stato intrapreso un percorso che oggi ci porta dentro un’élite di squadre. Entrare nella storia in questo modo è qualcosa di bellissimo".
Questa qualificazione vi inserisce stabilmente nell’élite europea e rilancia anche il valore di protagonisti simbolo come Pasalic: che significato ha?
"A proposito di Pasalic, mi ha colpito molto domenica quando ha ringraziato la società dicendosi orgoglioso di vestire questi colori. Abbiamo bisogno di giocatori totalmente dedicati all’Atalanta, con testa, cuore e mentalità. Mario in questi anni è stato decisivo in tantissime situazioni e il livello di prestazione visto oggi è stato altissimo da parte di tutti, altrimenti non si ottiene un risultato del genere. Siamo contenti anche dal punto di vista umano, considerando il lutto importante che ha vissuto per la perdita del papà, che io conobbi quando lo portammo dal Chelsea: fu il primo a credere nell’Atalanta. Ci sono ricorrenze e dettagli che non si conoscono, ma posso solo ringraziare Mario e la sua famiglia per aver scelto di venire qui".
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