Risultato finale: Atalanta-Borussia Dortmund 4-1
Carnesecchi 6.5: chiamato in causa meno di altre notti europee, ma sempre dentro la partita. Nel primo tempo risponde con sicurezza al diagonale di Brandt, nella ripresa si supera d’istinto su Guirassy (azione poi fermata per fuorigioco). Trasmette calma alla linea difensiva e gestisce bene le uscite. Sul gioiello di Adeyemi non può nulla: conclusione perfetta all’incrocio. Serata di controllo e leadership silenziosa.
Scalvini 7: prestazione di sostanza e personalità contro un attacco fisico e tecnico. Attento nelle letture preventive, pulito nelle uscite palla al piede. Vince diversi duelli, soprattutto nei momenti in cui il Dortmund prova ad alzare il baricentro (dal 76’ Djimsiti 6: entra a freddo in un momento delicato, quando i tedeschi spingono. Tiene la posizione e contribuisce a blindare il risultato nel finale concitato).
Hien 8: dominante. Anticipi, chiusure, corpo a corpo vinti con autorità. Spegne sul nascere più di un potenziale pericolo e si impone anche nel gioco aereo contro Guirassy. È il perno della linea a tre in una notte che richiedeva concentrazione totale. Un muro, ma anche un leader emotivo.
Kolasinac 7.5: partita di grande applicazione. Lavora sporco, copre, raddoppia, accorcia in avanti quando serve. Contribuisce alla pressione iniziale che soffoca il Dortmund. La sua uscita per infortunio spezza per qualche minuto gli equilibri difensivi e coincide con la fase in cui gli ospiti ritrovano coraggio. (dal 72’ Ahanor 6: impatto non semplice, perde qualche riferimento nei primi minuti, poi cresce e si rimette in carreggiata con ordine e disciplina).
Zappacosta 7.5: spinge con continuità e mette in crisi la corsia sinistra tedesca. Svensson fatica a contenerlo per intensità e profondità. Il gol del 2-0, nato da un suo destro dal limite deviato, pesa come un macigno nell’economia del match: chiude il primo tempo riportando il doppio vantaggio complessivo. Serata da esterno totale, di corsa e lucidità. Il secondo centro in Champions della carriera, il primo in nerazzurro, in una notte che resterà.
De Roon 7: equilibrio e intelligenza tattica. Scherma le linee di passaggio, sporca palloni, gestisce i tempi. Il cross tagliato per il 3-0 di Pasalic è una giocata di qualità in un momento cruciale. La solita prestazione da metronomo, senza clamore ma con peso specifico enorme.
Pasalic 8: centrocampista totale. Pressa alto, ripiega, si inserisce con i tempi giusti. Il terzo gol è il manifesto della sua specialità: inserimento perfetto e incornata che fa esplodere lo stadio. Ma oltre alla rete, è continuo nel dare linee di passaggio e nel legare i reparti. Recupera il pallone che origina l’azione del rigore nel finale: presenza costante nei momenti chiave.
Bernasconi 7: crescita evidente. Attacca lo spazio con coraggio e precisione, confeziona l’assist rasoterra per Scamacca che sblocca la gara dopo cinque minuti. Spinge con continuità e non si tira indietro in fase di ripiegamento. Sempre più dentro i meccanismi della squadra.
Zalewski 7: mobile, imprevedibile, sempre tra le linee. Calcia più volte verso la porta, trovando sulla sua strada un Kobel attento. Lavora bene anche in fase di pressione e dialoga con Scamacca con qualità. Prestazione completa nel ruolo di trequartista, con personalità europea (dall’85’ Kamaldeen SV).
Samardzic 8: ispirato e coraggioso. Alterna giocate di alta tecnica a qualche scelta meno concreta, ma resta sempre nel vivo della manovra offensiva. Sfiora il gol all’82’ con un mancino che esce di un soffio. Poi, al 98’, si prende la responsabilità più pesante: rigore sotto la traversa, freddissimo. Il sigillo che trasforma una grande vittoria in una notte storica.
Scamacca 7: apre le marcature con lucidità da centravanti puro, facendosi trovare al posto giusto dopo l’errore difensivo del Dortmund. Lavora bene spalle alla porta, dialoga con i compagni e crea spazi. Presenza fisica costante fino al cambio (dal 72’ Krstovic 7: entra con energia, lotta su ogni pallone e si conquista il rigore nel recupero mettendo la testa in un contrasto rischioso. Coraggio e determinazione che pesano nella qualificazione).
Raffaele Palladino 9: partita preparata nei dettagli. Pressione alta nei primi minuti, gestione dei ritmi nei momenti di equilibrio, cambi mirati. La squadra entra in campo con personalità e non arretra nemmeno dopo il gol di Adeyemi. Rimonta completata, qualificazione conquistata e identità chiara. In una serata storica, la sua mano è evidente dall’inizio alla fine.
Autore: Alessandro Perrone / Twitter: @aleperro10
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