Conferenza stampa di (ri)presentazione a Zingonia per Franck Kessie, tornato all’Atalanta a distanza di diversi anni e accompagnato dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli, che prima del centrocampista ha fatto il punto sul mercato nerazzurro. Kessie, che ha già fatto il suo nuovo debutto con la Dea entrando nei minuti finali della sfida contro la Roma, ha parlato per la prima volta davanti alle telecamere dopo il ritorno a Bergamo, toccando diversi temi legati alla nuova avventura all’Atalanta.

SUL RITORNO ALL’ATALANTA - “Tornare qui è stata una scelta di cuore. Ringrazio la società e soprattutto Luca Percassi: sono tornato a casa e sono molto contento. All’epoca ero un ragazzino, oggi sono molto più maturo rispetto a dieci anni fa. Sono orgoglioso di essere qui e di fare parte di questo grande progetto”.

SULLA CONDIZIONE DOPO L’ESPERIENZA IN ARABIA - “Pronto per giocare 90 minuti? Come dico sempre, “Franck è sempre pronto”. Non vedo l’ora di ricominciare. In Arabia ho vissuto una bella esperienza fuori dall’Europa, sono stato lì tre anni ed è stata importante per la mia carriera”.

SUL MONDIALE GIOCATO CON DIALLO E KOSSOUNOU - “Al Mondiale ho trovato una parte di Bergamo. Sono contento di averli incontrati: con Odilon ho giocato in Nazionale, mentre Diallo lo conoscevo già da quando eravamo giovanissimi”.

SU COSA GLI HA DATO L’ATALANTA - “L’Atalanta mi ha dato tanto, anzi, mi ha dato tutto. Ha realizzato il mio sogno di diventare un calciatore professionista: mi ha portato qui dalla Costa d’Avorio e mi ha permesso di crescere molto. Ho scelto Bergamo con il cuore e voglio ripagare tutto con i fatti, soprattutto la fiducia del direttore. Ringrazio ancora la società e Luca Percassi”.

SUL RUOLO DA REGISTA - “Con lui lavoriamo ogni giorno. Sarri è un grandissimo allenatore e per quanto riguarda il ruolo non ho problemi a giocare da mezzala o anche da regista. La priorità è dare il massimo per la squadra”.

SUL LEGAME CON BERGAMO - “Bergamo è stata la prima città europea che ho visto quando ho lasciato la Costa d’Avorio a 18 anni. Qui sono diventato un grande calciatore e ho imparato tanto, sia dal punto di vista calcistico sia umano. Bergamo è stata importante nella mia vita”.

SUL RICORDO DI WILLY TA BI - “Con lui avevo un rapporto umano eccezionale e avevamo anche lo stesso procuratore. Era un bravo ragazzo, purtroppo poi è cambiato tutto. Fa parte anche della mia storia ed è stato un ragazzo sfortunato. Noi siamo qui e giocherò anche per lui”.

SULLO STADIO E SUI TIFOSI - “Bergamo ha sempre avuto una tifoseria molto calda, che si fa sentire. Con gli spalti così vicini è ancora di più una bolgia e in casa possiamo andare ancora più forte. Voglio ringraziare ancora la società per questa grande opportunità”

SUGLI OBIETTIVI - “A Bergamo bisogna lottare per tutto: campionato, Coppa Italia e Conference League. Vogliamo provare a giocarcela su tutti i fronti e siamo qui per questo”.

SULLA SCELTA DELL’ATALANTA - “Ho parlato con molte squadre, ma quando è entrata in gioco l’Atalanta mi ha dimostrato tanta fiducia e non ci ho pensato due volte ad accettare. È stata una scelta di cuore che è andata sopra a tutto: quando chiama l’Atalanta significa tornare a casa”.

SU COME È CAMBIATO RISPETTO A DIECI ANNI FA - “Ho cambiato soltanto l’età (ride, ndr). Il mio obiettivo resta sempre quello di aiutare la squadra. Non vedo l’ora di dimostrarlo durante la stagione”.

SUI GIOVANI - “Aiuterò i più giovani come gli altri hanno aiutato me. Tengo molto a dare una mano anche a loro all’interno dello spogliatoio: è un aspetto che non deve mai mancare”.

SULLA LEADERSHIP - “Non sono solo. Qui a Bergamo ci sono tanti giocatori d’esperienza, come Sportiello, Zappacosta ed Ederson. Insieme possiamo dare un grande contributo. La mia esperienza mi ha aiutato e tutti insieme possiamo aiutarci per fare una stagione importante”.

SULLA CONFERENCE LEAGUE - “Possiamo vincerla? Come ho detto prima, noi lottiamo per tutte le competizioni. Faremo i conti a fine maggio”.

SULLA POSSIBILITÀ DI CHIUDERE LA CARRIERA ALL’ATALANTA - “Non sarebbe male, ma adesso penso al presente. Per il futuro si vedrà, però perché no?”.

Sezione: Primo piano / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 17:13 / Fonte: da Zingonia, Nicholas Reitano
Autore: Redazione
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