Conferenza stampa della vigilia per Maurizio Sarri, che al Centro Bortolotti di Zingonia ha parlato ai giornalisti in vista di Roma-Atalanta, in programma domani sera alle 20.45 allo stadio Olimpico. Tanti i temi toccati dal tecnico toscano. Vediamoli nel dettaglio.
Cosa hai visto nella Roma e come pensate di fermare Malen?
"Se ci fosse un modo sicuro di fermare giocatori forti, i giocatori forti non esisterebbero. Malen è in stato di grazie e quindi sarà problematico per tutta la partita, com'è normale che sia quando trovi questi giocatori. La partita l'abbiamo preparata normalmente, anche se siamo l'unica squadra in Italia che ha fatto quattro partite in undici giorni e che domani fa la quinta in sedici. Questo qualche problemino ce lo sta creando. Ho dovuto ripartire da zero tante volte...".
È la prima partita senza dover pensare alla gara infrasettimanale...
"Giochiamo dopo cinque giorni, è comunque una settimana atipica. Fare degli allenamenti seri e importanti come avremmo bisogno noi in questo momento diventa complicato".
E la prima senza mercato...
"Che sia finito sono contentissimo, come ormai la quasi totalità degli allenatori europei. Penso sia una situazione ormai da mettere a posto. Non possiamo fare cinquanta giorni con la squadra mentre il mercato è aperto. Ormai lo stanno dicendo tutti, quando lo dicevo io ero uno che si lamentava, ora lo dicono tutti. Se lo dici Klopp o Guardiola dicono che hanno ragione... Sono soddisfatto del mercato, ma come tutti gli allenatori vorrei qualcosa di più. Andrà valutato sul campo...".
Kristensen, Rowe e Kessie?
"Kristensen ha fatto con noi oggi il terzo allenamento da quando è arrivato. Rowe ha fatto il primo allenamento oggi, Kessie due o tre. È una situazione non semplice, anche se c'è differenza. Rowe è più allenato, Kessie dopo il Mondiale si è allenato solo individualmente, quindi deve crescere di condizione e Kristensens deve inserirsi in una linea che lavora in maniera diversa rispetto a quello che faceva all'Udinese".
Gasperini ha parlato di prova di forza: è d'accordo?
"È una partita difficile tra una squadra che ha già tredici/quattordici mesi di lavoro addosso e una squadra che ha quarantacinque giorni ed è una squadra da lavorare. Partita bella, importante e difficile".
Quanto tempo serve a Kessie per tornare in forma? E in che ruolo lo vede?
"Per me è un giocatore forte. Anche intelligente, quindi può fare sia la mezzala sia il vertice basso, non penso abbia difficoltà".
Come vede la Roma?
"Era un squadra forte e si è rinforzata ulteriormente. È pronta a lottare per il titolo, mi meraviglierei del contrario".
Quanto dirà la partita sul livello raggiunto dalla squadra? Gasp ha parlato di sfida per l'Europa che conta...
"A noi la società non ha chiesto l'Europa che conta, ma di avviare un nuovo corso e lo stiamo facendo, con tutte le difficoltà del caso. C'è stato un Mondiale, due o tre infortuni che hanno frenato giocatori importanti, il mercato ha portato ingressi negli ultimi giorni. Siamo a un livello basso rispetto a quello che potrà esprimere tra qualche tempo".
Lei e Gasperini avete due filosofie diverse...
"Sì, però a me il fatto che lui abbia una filosofia diversa non mi fa cambiare idea. Lo stimo, per me è fortissimo. Sappiamo tutti che nel calcio si è visto vincere di tutto. Allenatori di ogni tipo, quindi non c'è qualcosa che fa vincere, va tutto bene se sono cose fatte bene. E la mia stima per Gasperini è totale".
Vincere sempre nella parte finale è significativo...
"Non siamo ancora in grandi condizioni fisiche. L'importante è nel calcio delle cinque sostituzioni è avere in panchina giocatori soprattutto offensivi che non fanno ingressi da delusi, ma devono avere la consapevolezza che entrano per risolvere la partita. Con questa mentalità dalla panchina arriveranno punti, poi è chiaro che i giocatori devono sentirsi presi in considerazione e devono poter partire anche da titolari".
Chi può essere il Malen dell'Atalanta o il fattore in più?
"Noi non abbiamo un giocatore di quelle caratteristiche. È un animale, difficile da controllare. Noi abbiamo tante soluzioni, tutte di ottimo livello, speriamo una di queste sia quella giusta per risolvere la partita".
Quando è arrivato ha sentito ancora l'ombra di Gasperini?
"L'ombra no, ma è chiaro che quando un allenatore incide così tanto per un periodo così lungo è normale venga ricordato da tutti. La società ha deciso di andare su un'altra strada, un percorso che io devo accompagnare e deve farlo soprattutto la società".
Per lei è un derby domani?
"A loro non potrò rimanere simpatico, ma non ho mai mancato di rispetto alla Roma. Il derby è una partita particolare, in cui ti senti di rappresentare un popolo, ma abbiamo voltato pagina e io penso all'Atalanta e basta".
Come ha visto De Ketelaere e dove deve ancora crescere?
"È uno di quei giocatori che con noi si è allenato pochissimo. Ha molti margini fisici. Dal punto di vista tecnico è un fuoriclasse che fino a ora mi ha lasciato la sensazione di avere ancora margini enormi per essere più continuo e risolutivo. Lo ha fatto poco fino a questo momento, in relazione al suo valore".
A che punto è la crescita della difesa?
"A livello di esercitazioni iniziano a essere guardabili, in partita viene fuori ancora il riferimento sull'uomo. Stanno facendo individualmente bene, di reparto meno bene".
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