Alejandro "Papu" Gomez è tornato a parlare della sua carriera in una lunga lettera pubblicata da Cronache di Spogliatoio sulla newsletter Specchiarsi. Un racconto nel quale l'argentino, oggi al Forte Virtus, nella seconda divisione degli Emirati Arabi Uniti, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della propria esperienza nel calcio, tra successi, difficoltà e rimpianti. E, naturalmente, non poteva mancare un passaggio dedicato all'Atalanta, la squadra con cui ha vissuto probabilmente il periodo più importante della sua carriera, diventando uno dei simboli della straordinaria crescita nerazzurra.

IL DESIDERIO DI TORNARE A BERGAMO - Nella lettera, Gomez ha innanzitutto confidato un desiderio che porta ancora con sé, legato a un addio improvviso che non gli ha permesso di salutare come avrebbe voluto il pubblico nerazzurro: "Ho un ultimo desiderio, se penso all'Atalanta. Tornare a Bergamo e ricevere un applauso dallo stadio, magari com'è successo a Ilicic". L'argentino ha poi spiegato le circostanze della separazione, avvenuta durante la pandemia e in seguito alla rottura con Gian Piero Gasperini: "Perché quando me ne sono andato gli stadi erano ridotti a causa del Covid. Sono andato via da un giorno all'altro, perché era successo quel che è successo, in poco tempo. Non sono riuscito a giocare un'ultima partita lì, a salutare i tifosi. È una ferita".

Una partenza che, come ha ribadito, non avrebbe mai voluto: "Io volevo rimanere all'Atalanta. La scelta è stata diversa, dall'altra parte non c'era la volontà di sistemare le cose. Ma la mia prima scelta, la mia priorità, è sempre stata l'Atalanta". Il Papu ha poi spiegato di essersi trovato davanti a una scelta obbligata, perché restare fuori dal progetto tecnico avrebbe potuto compromettere la sua partecipazione con l'Argentina alla Copa America e al Mondiale. Da qui il trasferimento al Siviglia, accettato a malincuore, senza però interrompere il legame con Bergamo, dove è successivamente tornato a vivere e dove, come ha raccontato, ha continuato a ricevere l'affetto dei tifosi.

LA PACE CON GASPERINI E IL RIMPIANTO CHAMPIONS - E a proposito di Gasperini, un altro passaggio importante della lettera riguarda proprio il rapporto con l'ex allenatore nerazzurro, con il quale Gomez si è riconciliato dopo la rottura che aveva portato al suo addio: "Sono contento di aver fatto pace con Gasperini a distanza di anni. Se ci pensate, in 5 anni insieme c'è stato solo quell'episodio. Che sì, ha significato rottura, ma è stato un caso isolato. Quante volte in un lavoro capitano incomprensioni? Gasp è il migliore allenatore che ho avuto in carriera. Un fenomeno, che mi ha fatto fare il salto di qualità. Non ho più rancore verso di lui, niente di personale". L'argentino ha poi ricordato anche il loro primo incontro, durante il ritiro di Clusone, quando il tecnico gli comunicò che lo avrebbe nominato capitano. Un rapporto inizialmente complicato dalle nuove metodologie di allenamento, soprattutto sul piano fisico, ma che avrebbe poi contribuito in maniera decisiva alla crescita del giocatore e dell'intera squadra.

Infine, spazio anche al grande rimpianto della sua esperienza bergamasca: la Champions League del 2020. Il riferimento è naturalmente al quarto di finale contro il Paris Saint-Germain, disputato il 12 agosto a Lisbona e perso 2-1, dopo che l'Atalanta era rimasta in vantaggio grazie al gol di Pasalic al 27'. Una qualificazione in semifinale sfumata proprio negli ultimi istanti, con il pareggio di Marquinhos al 90' e la rete decisiva di Choupo-Moting al 93', in pieno recupero. "Ho un rimpianto: la Champions League del 2020. Vincerla… beh, un po' troppo ambizioso, ma in una partita secca poteva succedere di tutto. Purtroppo siamo arrivati al limite: non avevamo più Ilicic, tanti infortunati. Sono uscito stremato, non avevamo cambi. Per il Psg invece è entrato Mbappé, che poi ha segnato. Contava anche avere la rosa più ampia e non era il nostro caso. Ma siamo arrivati a un passo dalla storia".

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Sezione: Primo piano / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 21:25
Autore: Redazione
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