Domani, domenica 18 ottobre, alle 18 l'Atalanta sarà ospite del Milan per la 7ª giornata di Serie A. E in vista del match di San Siro abbiamo parlato con il collega Manuel Del Vecchio di MilanNews del momento che vivono i rossoneri, ma anche delle impressioni di questo nuovo corso della Dea sotto la gestione di Maurizio Sarri. 

Il Milan di Amorim ha avuto un rendimento altalenante in questa stagione, pur essendo ancora imbattuto in campionato. Come arriva alla sfida con l’Atalanta, soprattutto dopo l’importante 4-0 di Salisburgo?

“Arriva bene, e non potrebbe essere altrimenti dopo un 4-0 in Europa. A fine partita Amorim ha detto, secondo me giustamente, che comunque non è stata la miglior partita che ha fatto il Milan. È effettivamente mancato un po’ di pressing in alcuni momenti, mentre in altri ci sono stati veri e propri svarioni in fase difensiva. Dall’altro lato c’è stata molta più intraprendenza in avanti: i calciatori hanno avuto coraggio nel cercare alcune giocate sulla trequarti avversaria che ultimamente sono mancate: vedi lo scambio sulla destra per il primo gol o il cambio di gioco, con inserimento in area dell’esterno sinistro, per il secondo gol. Poi sai bene che l’ambiente Milan, soprattutto a livello mediatico, non è mai totalmente sereno ed è un po’ “malato”. Ma sicuramente il 4-0 in Europa League ha dato grande fiducia ai calciatori, che anche con una formazione fatta di “riserve” si sono ritrovati nelle idee e nelle giocate. Poi certo, c’è anche il fattore San Siro… Ho l’impressione che ci sia qualcuno ancora non a proprio agio nel giocare in casa, ma vedremo”.

Entrambe le squadre hanno fatto ampio turnover in Europa. Che partita ti aspetti? Sarà una sfida ad alti ritmi? Considerando anche le due filosofie di gioco, quasi invertite rispetto allo scorso anno…

“Alti ritmi non saprei. Anzi, probabilmente questo è l’aspetto più “preoccupante” al momento per il Milan di Amorim. Ci sono momenti di grande intensità e di grande ritmo, ma finora mi è sembrata una squadra fin troppo compassata, evidentemente “irrigidita” dalle tante nuove nozioni e richieste che arrivano dal nuovo allenatore. Però poi quando i calciatori top, i Pulisic, i Moreira, i Rabiot, i Ramos trovano la giocata giusta tutta la squadra ha un sussulto: vedi ad esempio i due gol fatti contro la Lazio, ma anche il secondo in Austria contro il Salisburgo. Ma se invece parliamo di ritmo generale non mi immagino una partita chissà quanto intensa”.

Cosa fa più paura dell’Atalanta di Sarri in questo momento?

“Personalmente De Ketelaere. Lui nelle interviste è sempre stato molto diplomatico e non hai mai fatto dichiarazioni “contro” il Milan, ma è evidente che quando gioca contro i rossoneri abbia un po’ il dente avvelenato. Anche Scamacca mi sembra in un buon periodo di forma, diventa molto pericoloso quando l’Atalanta continua a portare palla in area… Poi certo, avete davvero tanti infortuni e indisponibili, soprattutto dietro. Ma Sarri le partite sa prepararle, non mi aspetto di certo una Dea arrendevole”.

Pensi che la Dea abbia le carte in regola per qualificarsi nuovamente alle competizioni europee nella prossima stagione?

“Domanda da cento milioni di dollari. Facciamo il conto, in ordine sparso. Inter, Milan, Napoli, Atalanta, Como, Roma, Juventus, Lazio, Atalanta. Queste mi sembrano al momento le squadre che in stagione andranno a lottare per un posto europeo. Ma è prestissimo per dirlo, ci sono un’infinità di variabili. Vedi gli infortuni: come andrà l’Inter senza Lautaro? Quanto impatteranno questi problemi fisici di tanti calciatori importanti per l’Atalanta? La Roma senza Konè quanto perde? Ne parliamo almeno a gennaio dai, lì la situazione sarà un minimo più chiara, anche per capire chi continuerà nel proprio percorso europeo stagionale e chi no. Ma comunque, di base l’Atalanta rimane sempre una squadra importante e pericolosa, con un bella tifoseria e un ambiente, mi sembra, sempre abbastanza positivo”.

Sezione: Esclusive / Data: Sab 17 ottobre 2026 alle 16:41
Autore: Redazione
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