Difficile immaginare un esordio in Serie A più complicato di quello con cui ha dovuto fare i conti Relja Obric. Il difensore sloveno classe 2006 dell'Atalanta è stato gettato nella mischia da Maurizio Sarri al 20' del primo tempo della gara contro il Milan, complice l'infortunio di Sead Kolasinac. Un cambio obbligato in un momento di estrema emergenza per il reparto arretrato nerazzurro, Ai box ci sono, infatti, Odilon Kossounou, Isak Hien e Giorgio Scalvini.

OBRIC, SERATA DURA - L'impatto per Obric è stato complesso. Pochi istanti dopo il suo ingresso lo sloveno è stato, infatti, protagonista del fallo di mano che ha portato al rigore dell'1-0. Non solo. Non è stato esente da colpe nemmeno in occasione del 2-0, sia per l'errore di reparto, mossosi male, lasciando ampio spazio a Rabiot, sia per quello individuale, con la ritardata chiusura sul francese, che è riuscito a calciare senza particolare pressione. Proprio come la squadra, Obric è cresciuto nel lungo periodo, portando a casa, però, una prestazione nel complesso non sufficiente.

IL CONFORTO DI SARRI - Nulla di drammatico, sia chiaro. Anzi, del tutto legittimo viste le numerose criticità con cui il classe 2006 ha dovuto fare i conti. In quest'ottica possono essere lette anche le parole pronunciate da Sarri su di lui in conferenza stampa. "È stato molto bravo, perché un giocatore che alla prima palla che gioca causa un rigore poteva andare incontro a risvolti psicologici drammatici - ha evidenziato il tecnico della Dea - Invece è rimasto dentro la partita e ha fatto il suo. Alla fine dei conti è stato molto bravo".

Sezione: News / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 23:24
Autore: Redazione
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