Bosko Sutalo, ex difensore di Atalanta e Verona, ora in forza allo Standard Liegi, si è raccontato ai microfoni di TuttoMercatoWeb. Il croato, classe 2000, arrivò in Italia nel gennaio 2020, acquistato dall'Atalanta dal NK Osijek. Dopo aver giocato appena 16 partite in un anno e mezzo con la Dea e aver poi vissuto la stagione 2021-2022 con la maglia del Verona, la dirigenza neroblù decise di cederlo nell'estate del 2022 per una cifra vicina ai 4 milioni di euro alla Dinamo Zagabria.
Avevi 20 anni quando sei stato acquistato dall’Atalanta, ma l’avventura a Bergamo non è andata proprio come speravi? Hai avuto diversi infortuni che ti hanno bloccato…
"Direi che sono arrivato all’Atalanta molto giovane e inesperto, in un’Atalanta che all’epoca giocava un calcio straordinario e aveva grandi giocatori. Naturalmente non mi sono arreso, ho creduto in me stesso e alla fine ho ricevuto la fiducia di mister Gasperini, che mi ha fatto giocare in alcune partite, anche importanti. Però penso che anche l’infortunio abbia influenzato l’andamento generale".
Sei arrivato in Italia a gennaio 2020, poco prima che scoppiasse il Covid. Che difficoltà hai avuto?
"È stato un periodo difficile, soprattutto perché ero appena arrivato ed ero giovane, ma d’altra parte posso trarne anche degli aspetti positivi. Ho conosciuto meglio i compagni di squadra, visto che siamo stati insieme in quarantena per 50 giorni, il che ha molto aiutato i rapporti in campo. Per quanto riguarda l’ambientamento in città e altrove, non ho avuto problemi".
Ma perché non aspettare la fine della stagione a cambiare squadra? Volevi subito una nuova sfida?
"Ovviamente volevo aspettare l’estate per cambiare squadra. Sapete com’è, in Croazia e nei Balcani: quando arriva un’offerta di un certo valore, il club non ti lascia molta scelta. Avevo espresso il desiderio di restare fino all’estate, ma loro con le loro pressioni mi hanno spinto ad accettare il trasferimento".
Due annate problematiche e con pochi minuti all’Atalanta. Oltre agli infortuni, sono state anche altre le ragioni che poi ti hanno portato a cambiare aria?
"In due anni e mezzo tra Atalanta e Verona ho accumulato un buon numero di presenze, 41. Ma se guardiamo indietro, ero davvero inesperto per un campionato così forte. Sono tornato in Croazia e alla Dinamo soprattutto per ritrovare continuità nel gioco, e sappiamo che la Dinamo è una vera rampa di lancio. Purtroppo è arrivato un grave infortunio che ha rovinato tutto, ma così è la vita e il calcio".
Ripensando ai giorni in nerazzurro, che rapporto avevi con Gasperini?
"Ho avuto un buon rapporto. Come ho già detto, mi ha accettato e dato fiducia in alcune partite. Tutti sanno com’è il mister, a volte sembra duro e arrabbiato, ma ha buone intenzioni con i giocatori, se dai tutto e segui quello che ti dice. Posso dire che è un grande allenatore e per me è stato un onore allenarmi e giocare con lui".
Ora è andato alla Roma, ma che allenatore è stato?
"Per me Gasperini è uno dei migliori allenatori, e posso dire di aver imparato molto da lui. Sono sicuro che riporterà la Roma ai vertici del calcio europeo e nella lotta per lo scudetto".
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