Sarà una notte speciale per Gian Piero Gasperini quella di domani, sabato 3 gennaio, quando per la prima volta con la Roma affronterà l'Atalanta e tornerà a Bergamo, nello stadio che lo ha visto protagonista per nove stagioni, che hanno cambiato per sempre la storia nerazzurra. Vediamo i passaggi più interessanti della sua conferenza stampa prepartita.

SUL RITORNO A BERGAMO - “Torno a Bergamo con grande piacere, sono stato 9 anni lì, è una bella storia e ci sarà tempo per ricordarla. Il comune denominatore era il presidente Antonio Percassi con cui tutti è iniziato e siamo andati avanti con squadre, sempre con grande sintonia, ad un certo punto la proprietà è cambiata, la figura dell'allenatore era considerata diversa, gli obiettivi sono stati raggiunti”.

SUGLI OBIETTIVI RAGGIUNTI CON LA DEA - “L'Europa League secondo me non è il punto massimo, la vera anomalia è stata raggiungere certi traguardi con bilanci in utile, è stata la cosa veramente straordinaria. Una piccola città ma molto compatta, tra tifoseria, squadra e società, ho cercato di lasciare la squadra nel punto più alto possibile. In Champions, con una squadra forte e una società ricca perché ha potuto vendere Retegui, Ruggeri e Piccoli senza toccare un patrimonio di giocatori che va da Carnsecchi a Scalvini a Lookman e di altri che rivedrò volentieri. Ho lasciato un grande valore, sono contento di essere venuto a Roma. Sono venuto forse nella situazione più difficile, quello che stiamo cercando di fare insieme all'ambiente potrebbe essere davvero molto importante e gratificante. Io ci credo molto".

SULL’ATALANTA OGGI - “Incontriamo una squadra forte, costruita da Champions dove ha fatto bene, in campionato ha zoppicato un po' ma resta forte, è stata notevolmente rinforzata in tutti i reparti ed è stata completata. Conosco il valore di tutti, sia tecnico che morale, ma sono molto fiducioso della nostra squadra, perché quello che stiamo facendo, anche in situazioni di emergenza, in pochi se lo aspettavano. Guardiamo avanti, con una fiducia che ci siamo costruiti sul campo in questi mesi".

SU GASP IERI E OGGI - “Mi porto dietro le mie caratteristiche, la cosa per me è importante è aver fatto preso sullo spogliatoio e aver tolto un po' lo scetticismo nei miei confronti. Per me non è stato facile cambiare vita e lasciare quello a cui ero abituato, ma professionalmente sono in una situazione che mi stimola forte e mi dà la credibilità  di poter fare un bel lavoro e in questo non sono diverso da Bergamo. Quando ho vinto l'Europa League ero convinto di poter lottare ancora più in alto, convinzione dettata anche dalle possibilità economiche di poterlo fare, e questo forse è il motivo per cui sono venuto a cercare queste cose qua”.

SULL’ACCOGLIENZA CHE SI ASPETTA - “Quella di De Rossi è stata molto bella e spero di non ripeterla a fine partita (ride ndr). Conoscendo i bergamaschi sarà bello salutarci, ma poi ognuno per sé, senza prigionieri”.

Sezione: News / Data: Ven 02 gennaio 2026 alle 15:20
Autore: Redazione
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