Raffaele Palladino ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta interna contro il Bologna. Un ko amaro nell’ultima gara casalinga della stagione, ma sufficiente comunque all’Atalanta per conquistare la qualificazione alla prossima Conference League grazie al vantaggio negli scontri diretti. Il tecnico nerazzurro ha analizzato la prestazione, il traguardo europeo raggiunto, il rapporto con società, squadra e tifosi, oltre ad alcune scelte di formazione.

Quanto pesa la sconfitta nonostante la qualificazione in Conference League?
“Dispiace non aver fatto risultato, ma soprattutto non aver fatto una buona prestazione. Con il passare del tempo ho notato che l’attenzione era calata e abbiamo preso un gol sicuramente evitabile. Ho richiamato subito l’attenzione dei ragazzi, ma al di là della partita la priorità era la Conference League. Ringrazio la società, i ragazzi e i tifosi per aver raggiunto questo traguardo”.

Si aspettava di raggiungere l’Europa dopo essere partito dal 13° posto?
“All’inizio ci sono state tante difficoltà. Quando c’è un cambio d’allenatore bisogna sempre lavorare sulle motivazioni e sui risultati. Abbiamo dovuto iniziare una risalita importante, però va dato merito ai ragazzi perché si rischiava di incappare in qualche complicazione. Questo risultato è il segno di una società ambiziosa, dove si possono fare davvero grandi cose”.

Cosa si prova a essere il quarto allenatore atalantino a qualificarsi in Europa al primo anno?
“Si vince e si perde insieme: è quello che dico sempre alla squadra. Sono felice e orgoglioso di aver riportato l’Atalanta in Europa. Ovvio che l’Atalanta deve essere più ambiziosa, ma siamo partiti da una situazione complicata. Siamo stati competitivi su tre fronti e siamo arrivati in Conference League. Era l’obiettivo posto all’inizio e sono contento di averlo centrato”.

Cosa vi siete detti a fine partita con la società?
“C’è un grande rapporto con la famiglia Percassi e Pagliuca. Ci confrontiamo molto e io li ringrazio, perché quando raggiungi certi obiettivi è merito anche di una proprietà che sostiene tutto il mondo Atalanta e che non ti fa mancare nulla. Noi meritiamo di andare in Europa”.

Com’è stato il sostegno ricevuto a fine gara?
“Sono grandissimi attestati di stima, perché mi sono divertito insieme a loro. Si è vista una bella magia all’interno dello spogliatoio e tengo a ringraziare i tifosi che mi hanno sostenuto e che porterò per sempre nel mio cuore”.

Perché non hanno giocato Samardzic e Scamacca?
“Volevo farli entrare, ma vista la partita ho fatto altri cambi. Oggi è rientrato Bakker e ha dato il suo contributo: siamo contenti del suo ritorno in campo”.

Alcuni riadattamenti erano un messaggio?
“No, perché erano in funzione di come stava andando la partita. Per esempio Bakker ha giocato in un ruolo non suo, ma ho voluto dare anche a lui l’occasione per esprimersi”.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 17 maggio 2026 alle 21:20
Autore: Redazione
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