Oggi allena la Primavera della Salernitana, ma da calciatore ha avuto una lunga carriera che lo ha portato, tra il 2012 e il 2017 a vestire anche la maglia dell'Atalanta per più di cento volte. Guglielmo Stendardo, in un'intervista rilasciata in esclusiva a Tuttomercatoweb, ha parlato del suo legame con Bergamo, ma anche della stagione della Dea, dell'importanza della famiglia Percassi e dell'impatto positivo di Palladino col mondo nerazzurro.

SUL LEGAME CON BERGAMO - "Sono molto legato a questa città. Ricordo ancora la Festa della Dea che rispecchiava molto il calore dei tifosi bergamaschi. Ho avuto la fortuna di salire su quei carri, sfilare tra i tifosi e stare insieme a loro. Quei ricordi mi emozionano sempre di più. Io ho avuto la fortuna di apprezzare gli atalantini: una tifoseria con il grande senso del dovere e che ti sta veramente al tuo fianco, soprattutto nei momenti di difficoltà". 

SULLA FAMIGLIA PERCASSI - "Io penso che Antonio e Luca Percassi siano un valore aggiunto di questa realtà. L’Atalanta è un modello in Italia e in Europa non soltanto nei risultati, ma anche nel contorno: stadio di proprietà, centro sportivo all’avanguardia e tantissime plusvalenze. Per tante squadre la Dea è un riferimento da seguire per crescere". 

SULLA STAGIONE E SU PALLADINO - "Io penso che l’Atalanta con Palladino abbia trovato quell’identità che all’inizio mancava. Ha sempre fatto la prestazione. Vero che forse si poteva fare di più, ma ha fatto un grande percorso soprattutto in Champions League. Penso che Raffaele stia facendo un buon lavoro all’Atalanta. Il suo percorso fino ad ora è positivo: negli ultimi anni l’Atalanta ha alzato l’asticella e le aspettative sono diventate alte. Io penso che l’Atalanta debba ripartire da lui per il prossimo anno".

Qui l'intervista completa.

Sezione: News / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 09:41
Autore: Redazione
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