Con l’arrivo di Maurizio Sarri, l’Atalanta si prepara a una profonda trasformazione tattica. Dopo dieci stagioni in cui il 3-5-2 è stato il marchio di fabbrica della Dea, il passaggio al 4-3-3 porterà inevitabilmente il club a intervenire sul mercato per consegnare al nuovo allenatore una rosa costruita sulle sue idee. Anche le cessioni ormai definite di Ederson allo United e Marco Palestra al Chelsea, che garantiranno un tesoretto di circa 100 milioni di euro, offriranno margine per rinforzare diversi reparti.

GILA IL NOME PER LA DIFESA - Tra questi c’è soprattutto la difesa. Con il ritorno alla linea a quattro, la dirigenza è alla ricerca di profili già abituati a quel sistema e, possibilmente, che conoscano anche i principi di gioco di Sarri. È in quest’ottica che sta prendendo quota il nome di Mario Gila: il centrale spagnolo, cresciuto nel Real Madrid e ora alla Lazio, è uno dei difensori maggiormente apprezzati dalla dirigenza nerazzurra e dallo stesso allenatore e rappresenta uno dei profili seguiti con più attenzione.

LA TENSIONE IN COPPA - Un eventuale trasferimento a Bergamo, però, avrebbe inevitabilmente un retrogusto particolare. L’ultima volta che Gila ha messo piede alla New Balance Arena, infatti, non si era lasciato nel migliore dei modi con l’ambiente nerazzurro. Nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, vinta dalla Lazio ai calci di rigore, il difensore finì più volte nel mirino dei tifosi dell’Atalanta (sino al momento della sostituzione, arrivata a circa fine secondo tempo) per alcuni episodi avvenuti nel corso della gara. A contestarlo fu quasi tutto lo stadio, con la Pisani - cuore del tifo atalantino - particolarmente dura nei suoi confronti. La tensione proseguì anche dopo il triplice fischio. Mentre lasciava il terreno di gioco per raggiungere gli spogliatoi dopo la qualificazione della Lazio alla finale, Gila si voltò verso gli ultras nerazzurri salutandoli con un eloquente gesto del “ciao ciao”, una provocazione che contribuì ad accendere ulteriormente gli animi.

COSE DI CAMPO - Sono episodi che, va detto, il calcio propone spesso, soprattutto nelle sfide ad alta tensione, e che raramente hanno un peso nelle valutazioni di mercato. Qualora Gila dovesse davvero diventare un giocatore dell’Atalanta, quel precedente finirebbe inevitabilmente in secondo piano: una volta indossata la maglia nerazzurra, tutto assumerebbe un significato diverso. Un precedente che, per dovere di cronaca, meritava comunque di essere ricordato.

Sezione: News / Data: Lun 29 giugno 2026 alle 17:30
Autore: Redazione
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