Alla vigilia della sfida contro l'Ajax, valida per la seconda giornata della League Phase di Conference, Raoul Bellanova è intervenuto in conferenza stampa per presentare l'impegno europeo dell'Atalanta. Il terzino nerazzurro ha parlato della propria crescita sotto la guida di Maurizio Sarri, dell'adattamento al nuovo modulo e delle ambizioni della squadra nella competizione, soffermandosi anche sulla prestazione contro il Milan e sul sostegno dei tifosi. Di seguito, le sue dichiarazioni.

IL RUOLO E LA CRESCITA CON SARRI - "Provare da centrale come Zappacosta? No, non esageriamo, io sto bene nel mio ruolo. Comunque, se il mister mi dovesse chiamare in causa in quella posizione, risponderei presente, perché farei di tutto pur di aiutare la squadra. La mia crescita in questa stagione? Secondo me tanto merito è del mister, perché l'anno scorso non ho passato una bella stagione, tra gli infortuni e il fatto che ho giocato poco. Quest'anno il mister è arrivato, mi ha dato fiducia sin dall'inizio e si è messo a lavorare con me, cercando di farmi capire le cose. Ha dimostrato di tenerci sin dal primo allenamento, quindi devo ringraziarlo. Gran parte del merito delle mie prestazioni in questo momento è suo".

L'ATALANTA TRA LE FAVORITE - "Io penso che tante cose si dicano per mettere pressione ai giocatori, alle squadre e alle società. Noi sappiamo quanto valiamo, sappiamo che squadra siamo, conosciamo le nostre qualità e soprattutto sappiamo dove possiamo arrivare. Come ha detto il mister, è una competizione lunga, nella quale non si possono fare pronostici su chi arriverà in finale, perché in queste coppe europee, come la Champions League e l'Europa League, può succedere di tutto. Dobbiamo soltanto guardare partita per partita, a cominciare da domani, cercare di giocare al meglio, portare in campo quello su cui abbiamo lavorato dopo la partita di San Siro e provare a conquistare una vittoria".

L'ADATTAMENTO ALLA DIFESA A QUATTRO - "Sono arrivato in ritiro quest'estate con un obiettivo: lavorare. Anche io all'inizio ero un po' spaventato, perché dopo nove anni trascorsi a giocare in un determinato modo, cambiare modulo non è semplice. Può arrivare chiunque, ma nessuno ha la bacchetta magica per trasformarti, da un momento all'altro e dopo una sola partita, nella squadra più forte del campionato giocando a quattro. Quest'estate mi ero posto l'obiettivo di dare il 100% fin dal primo giorno, ascoltare il mister e lavorare, perché era anche una sfida con me stesso. Volevo dimostrare a tutti, ma soprattutto a me stesso, che potevo tranquillamente giocare a quattro e, personalmente, mi sto trovando meglio a quattro che a cinque. Anche i miei compagni stanno dando il massimo, tutti stiamo lavorando per adattarci a questo modulo. Magari c'è chi ci riesce prima e chi dopo, ma nessuno ha la bacchetta magica. Ci stiamo abituando e penso che i progressi si stiano vedendo: stiamo facendo buone cose in campo e sono sicuro al 100% che, continuando a lavorare, certi meccanismi diventeranno automatici".

IL SOSTEGNO DEI TIFOSI - "Dobbiamo ringraziare tantissimo i nostri tifosi, perché ci sono sempre stati accanto, in qualsiasi momento, indipendentemente dal risultato. Ci sostengono sia quando vinciamo sia quando perdiamo. Penso, per esempio, all'anno scorso in Champions League, quando ci hanno applaudito dopo la sconfitta contro il Bayern, come se avessimo vinto. Li abbiamo sempre ringraziati e continueremo a farlo. Domani sera verranno in moltissimi e speriamo davvero di conquistare i tre punti anche per loro, perché se lo meritano".

LA CONTINUITÀ NELL'ARCO DEI NOVANTA MINUTI - "Riusciamo a giocare bene soltanto per mezz'ora? Speriamo domani di fare il contrario, magari 60 minuti anziché 30. Comunque non c'è una spiegazione precisa, questo è il calcio: ci sono partite in cui ti riesce tutto e altre in cui non ti riesce niente. Magari ci sono gare in cui per 60-70 minuti crei occasioni per segnare dieci gol e alla fine perdi 1-0. Non c'è una spiegazione. Noi dobbiamo prendere quanto di positivo abbiamo fatto contro il Milan, perché secondo me negli ultimi 30-35 minuti abbiamo espresso un grande calcio. Per le qualità che ha questa squadra, penso che possiamo riuscire a giocare così per 40, 50, 60 o 70 minuti, fino ad arrivare a farlo per tutta la partita. Ci vuole tempo, ci stiamo lavorando e speriamo di riuscirci il prima possibile".

Sezione: Primo piano / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 21:44
Autore: Redazione
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