A distanza di circa un’ora dalla conferenza stampa di Massimiliano Allegri, ha parlato anche Raffaele Palladino. Il tecnico dell’Atalanta è intervenuto alla vigilia della sfida contro il Milan, in programma domani sera a San Siro, soffermandosi sul match, sul momento della squadra e anche sul proprio futuro. Palladino ha ribadito di stare bene a Bergamo e di voler restare per costruire un’Atalanta forte, ambiziosa e competitiva, pur precisando di non aver ricevuto, al momento, segnali concreti da parte della società. Ecco, di seguito, le sue parole.
Quanto sarà fondamentale questa partita?
"Mi aspetto una bella gara, in uno stadio caloroso e contro una squadra che vuole fare punti. Noi dobbiamo dare tutto e dimostrare di avere una grande reazione da squadra. Ci teniamo a portare a casa questi punti per consolidare la settima posizione".
Mancano tre giornate alla fine: ha già un’idea sul suo futuro a Bergamo?
"Qui sto benissimo. Da quando sono arrivato ho trovato grande calore da parte di tutti. Sono arrivato cinque mesi fa e sono orgoglioso del lavoro fatto dalla squadra: siamo passati da tredicesimi a settimi. In Coppa Italia siamo usciti ai calci di rigore e in Champions abbiamo fatto un grande percorso battendo il Borussia. Giudico questo percorso in maniera positiva. Ovvio che adesso dobbiamo chiudere bene la stagione. La società ha speso belle parole nei miei confronti e sono orgoglioso di questo: serve finire bene l’annata e io penso solo al campo. Spero di poter costruire bene per la prossima stagione un’Atalanta competitiva e forte, per aprire un nuovo grande ciclo. Per il momento non ho ricevuto segnali, ma ora conta chiudere bene la stagione".
Quanta fiducia le sta dando la società per aprire un nuovo ciclo?
"Quello che dobbiamo fare nelle prossime tre partite è dare sicuramente il massimo. È vero che la Conference dipende dalla Coppa Italia, però è anche vero che dobbiamo consolidare il settimo posto. Le valutazioni le sto facendo da quando sono qua: questa squadra non è stata costruita da me. Per la prossima stagione si vedrà. Voglio costruire un’Atalanta competitiva, a mia immagine e somiglianza, e fondare un ciclo anche con i giovani".
Pensa di dare spazio a qualche giovane dell’Under 23?
"Ci sono giocatori interessanti: da Obric a Vavassori, fino a Manzoni e Levak. Ce ne sono tanti e io tendo a convocarli spesso, soprattutto per meritocrazia. Ovvio che per la prossima stagione bisognerà fare delle valutazioni in base a chi rimarrà e chi no".
Come sta andando il dialogo con i giocatori che andranno al Mondiale?
"L’ambizione e il desiderio di ogni giocatore è arrivare al Mondiale nella miglior condizione possibile. Se non dai il massimo durante gli allenamenti rischi di non giocare e quindi di pagarne le conseguenze in ottica Mondiale. I miei giocatori lo sanno e devono essere concentrati sull’Atalanta".
Ha trovato risposte in termini di fame da parte del gruppo?
"Trovo offensivo pensare che un giocatore non abbia stimoli: giocare a calcio è la cosa più bella del mondo. Un giocatore deve essere sempre stimolato e io faccio le scelte in base a quello che vedo. Riscontro un’Atalanta che dà tutto durante gli allenamenti: abbiamo lavorato tanto sull’attacco alla porta e negli ultimi metri. Spero di vedere dei risultati".
Cosa è mancato dal punto di vista strutturale in questo mese?
"Abbiamo fatto varie analisi su quest’ultimo mese. Siamo riusciti a portare l’Atalanta comunque in alto nonostante tutto. Tuttavia penso che sia una serie di fattori: energie fisiche e mentali hanno influito. L’Atalanta ha comunque la forza per fare la differenza, seppur certi cali possano capitare soprattutto a chi gioca tante partite tra campionato e coppe europee".
Domani Krstovic o Scamacca?
"Ho provato molte soluzioni davanti: sono due giocatori importanti e hanno fatto tanti gol per l’Atalanta. Valuteremo soprattutto analizzando chi scenderà in campo in base al sistema di gioco. La priorità è dare tutto".
Giocare in Europa aiuta sotto il profilo del ritmo in ottica 2026/2027?
"Io voglio giocare in Europa il prossimo anno. Più la squadra gioca e più ci sono grandissimi miglioramenti sotto tutti i punti di vista. Ovvio che bisogna anche essere bravi a gestire le forze. Vi svelo che parlo spesso con Kompany e lui mi ha fatto riflettere su certe cose: in certi momenti la squadra dà il meglio oppure riscontra una flessione. Noi abbiamo affrontato il Bayern nel loro momento migliore, mentre noi eravamo in calo".
Ahanor rappresenta il tipo di Atalanta che deve dare tutto in campo?
"Noi dobbiamo dare tutto. L’Atalanta merita un finale coerente con la rimonta che ha fatto: sarebbe un peccato chiudere il campionato con delle sconfitte dopo cinque mesi importanti. Soprattutto serve un segnale da dare non solo a noi, ma anche ai tifosi che ci hanno sempre sostenuto. Tutti devono dare qualcosa in più: da Ahanor fino ai senatori, la squadra è intenzionata a dare il 110% per questa maglia".
Cosa pensa del continuo confronto con Gasperini e secondo lei può influire?
"Quello che è stato fatto dall’Atalanta con Gasperini è merito anche della società. Si è creata una grande sintonia dove la Dea è diventata una squadra forte. Penso che i confronti possano aiutare anche a stimolare per fare nettamente di più. Io sono già carico e pronto. La mia convinzione è che questa Atalanta per il prossimo anno abbia una grande base per fondare un ciclo importante".
Cosa pensa del Milan?
"Loro sono una squadra di qualità, con un grande mister che sa risollevare la squadra nei momenti di difficoltà. Noi dobbiamo essere bravi a giocarci questa gara a viso aperto per consolidare il settimo posto".
Cosa è mancato dopo l’impresa di Dortmund?
"Forse in alcune partite siamo stati abbastanza sottotono. La nostra squadra non deve perdere il suo dna: l’Atalanta deve lottare sempre su ogni pallone. È compito mio motivare i ragazzi in ogni partita".
Lei come sta in questo momento?
"Io sto bene. Voglio essere concentrato sull’Atalanta senza pensare alle voci esterne: purtroppo capita verso la fine della stagione. Noi dobbiamo essere bravi dall’interno a remare tutti dalla stessa parte. Il nostro obiettivo è dare gioia ai nostri tifosi. Io vivo per l’Atalanta, volevo portare la Dea in alto e credo che stiamo facendo un buonissimo risultato".
Cosa manca per vedere la vera Atalanta di Palladino?
"Nell’ultimo mese siamo mancati nell’ultimo passaggio, dove servono sicuramente dei gol che mancano dalla trequarti. Purtroppo abbiamo perso sia Retegui che Lookman, che hanno fatto 48 gol in due, e per forza di cose serve recuperare quei gol tramite altre posizioni del campo. A Zingonia stiamo lavorando per cercare di attaccare sempre di più la porta. Spero domani di raccogliere qualche risultato".
Come giudica Raspadori e quanto stanno influendo le voci di mercato?
"È fisiologico che ci siano anche delle distrazioni. Io dico sempre ai ragazzi che devono essere concentrati sull’Atalanta. Vedo una squadra concentrata soprattutto in allenamento. Per me Raspadori è un giocatore importante per l’Atalanta e noto che sta migliorando molto fisicamente. Spero ci dia una grande mano nelle ultime partite".
Quanto conta la linearità contro il Milan?
"Loro sono una squadra che può impostare sia a tre che a quattro. Dobbiamo capire i cambi uomo e quando attaccare: le partite contengono anche quell’imprevedibilità in cui bisogna essere pronti".
Domani servirà più testa o gambe?
"Domani il Milan sarà carico, visto che viene da una sconfitta contro il Sassuolo in dieci. Noi dobbiamo mettere in campo tutto per permettere all’Atalanta di giocarsela ad armi pari. Ci teniamo a dare un segnale a tutto l’ambiente".
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