Nella sala stampa del Crai Sport Center di Assemini, l’allenatore del Cagliari, Fabio Pisacane, ha presentato la sfida contro l’Atalanta di Raffaele Palladino nella consueta conferenza della vigilia. Di seguito le parole del tecnico rossoblù.
Come sta la squadra, sia fisicamente che mentalmente?
“Abbiamo fuori Felici, Idrissi, Pavoletti e Mazzitelli, tutti gli altri sono a disposizione. Abbiamo gestito la settimana riprendendo da lunedì, qualcuno ha qualche settimana in più sulle gambe. Dal punto di vista mentale abbiamo bisogno di un’attenzione diversa, soprattutto nei momenti topici delle partite”.
Quanto vi condizionano i risultati di chi sta sotto in classifica?
“Quando hai cinque punti di vantaggio, è doveroso da parte nostra mettere altri punti in cascina per raggiungere l’obiettivo. Se vinciamo e facciamo punti, ci possiamo preoccupare poco”.
Che Atalanta vi aspettate?
“Sicuramente l’eliminazione dalla Coppa Italia può o far sentire il contraccolpo o dare ulteriore energia. Con Palladino alla guida hanno sicuramente più maturità nella gestione dei momenti e hanno sviluppato una buona solidità”.
Come si mette in difficoltà una squadra con una difesa così solida?
“Abbiamo fatto un lungo periodo con solo due attaccanti di ruolo. Ci siamo adattati con i centrocampisti, ma oggi posso essere felice del rientro degli attaccanti di ruolo. Dobbiamo cercare di raschiare il barile e mettere più minuti nelle gambe”.
Qual è il sintomo della situazione mentale e del crollo che c’è stato nella sua squadra?
“Secondo me i gol presi a inizio gara sono causa di mancata concentrazione, così come i gol presi nella ripresa. È più una questione mentale che fisica. Ad oggi paghiamo ancora la condizione non ottimale di alcuni giocatori”.
C’è ancora speranza di avvicinare tifosi e bambini al calcio italiano di oggi, che sembra fatto solo di scandali e veleni?
“Questo è un argomento delicato. Per quanto mi riguarda cerco sempre di essere leale. Io penso che ci sia errore ed errore. Se uno sbaglio è fatto in buona fede, ci si può lavorare e migliorare. Io non sono perfetto e lo so, ma lavoro con i valori. Il mio compito è difficile, ma cerco sempre di portare un messaggio positivo”.
Qual è la situazione attuale degli attaccanti rossoblù?
“Esposito è un attaccante, indipendentemente dal gioco che si vuole fare. Lui è uno propenso al sacrificio, anche quando non gli viene chiesto. Quest’anno ha trovato una dimensione diversa ed è nel vivo del gioco. Anche se ho iniziato quest’anno, in Primavera ho sempre giocato con due attaccanti. Anche quest’anno, quando c’è stata la possibilità, ho sempre schierato due attaccanti. Se li abbiamo a disposizione, li mettiamo in campo. Se non li abbiamo, dobbiamo inventarci qualcosa. Le cose poi possono andare bene o male, la sfera di vetro non ce l’ho”.
Come mai Dossena si è visto meno nelle ultime settimane? E Zappa?
“Dossena è un ragazzo che è arrivato da un lungo periodo di inattività e abbiamo fatto in modo di accoglierlo a braccia aperte. Ha avuto inizialmente continuità, poi la squalifica e ho ricorso a un’altra soluzione. Lui e Mina si somigliano molto, ma Rodriguez è un mancino di ruolo ed è cresciuto tanto. In questo momento credo che uno escluda l’altro. Le mie scelte sono prettamente tecniche. Ci ho parlato, sa che io ripongo tanta stima in lui e in qualsiasi momento può essere chiamato in causa. Su Zappa... è un ragazzo che si è guadagnato la stima di tutti e ci può sempre dare una mano. Lui è sempre sotto la mia lente d’ingrandimento”.
Come ha reagito Kilicsoy alla tirata d’orecchie?
“Kilicsoy è un ragazzo che viene da un altro Paese, con una cultura differente, e l’abbiamo coccolato tanto all’inizio. Adesso deve fare uno step importante. Questa settimana ha lavorato bene, deve trovare continuità a livello di intensità negli allenamenti. Gioca in un campionato difficilissimo, con difensori fortissimi. Ha avuto la sua dose di carica con il Pisa, poi il Ramadan lo ha un po’ frenato. Mi auguro che ora, in queste ultime partite, abbia un rendimento migliore”.
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