Così fa male, malissimo. Perché l'Atalanta la finale di Coppa Italia l'ha accarezzata. Un palo, due gol annullati, la sensazione di poter vincere la gara che è rimasta sospesa sulla New Balance Arena per lunghi tratti. Alla fine, però, a fare festa è la Lazio con l'uomo che non ti aspetti. Motta, portiere classe 2005, che veste i panni del supereroe e para quattro rigori dei cinque calciati dalla Dea nella lotteria finale. Sfuma il sogno di un trofeo, ora resta solo il campionato. 

PRIMO TEMPO - New Balance Arena con l’abito della festa, con coreografia sia in Nord sia in Sud, e Atalanta in campo con l’undici tipo. Nessun sorpresa per Palladino e nemmeno per Sarri, che recupera anche Marusic, in campo dall’inizio. Non sorprende nemmeno la trama iniziale della gara. I biancocelesti restano guardinghi e attendisti, lasciando alla Dea l’onere di costruire, con l’obiettivo di pungere sui recuperi. I ritmi nerazzurri sono alti, ma occasioni pulite non ne arrivano. Al 22’ Ederson recupera a metà campo, serve Zalewski, che a sua volta fa correre Bernasconi. Cross mancino, sponda di Krstovic e tiro di Zalewski nel cuore dell’area, murato in angolo da Gila. È l’unico vero sussulto della prima frazione. A lungo andare, infatti, gli ospiti prendono le misure e, soprattutto, riescono ad alzare il baricentro, tenendo ancor di più lontani i pericoli. Gli errori in impostazione da entrambe le parti fanno il resto e si va al riposo sullo 0-0.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre senza cambi e con un andamento simile a quello visto in avvio di match. Meglio l’Atalanta, che al 51’ potrebbe sbloccarla. A illuminare è De Ketelaere, che dalla destra appoggia al centro per l’accorrente Krstovic: destro di prima intenzione da posizione centrale che il montenegrino non riesce però ad angolare. Motta è in traiettoria e respinge. Al 56’ Dea costretta al cambio. Si ferma Bernasconi dopo uno scontro di gioco con Patric: al suo posto Bellanova. Al 61’ il gol dell’Atalanta arriva. Cross dalla destra di De Ketelaere, pasticciano sia Gila sia Motta. Krstovic ruba palla al portiere della Lazio ed Ederson deposita in rete da pochi passi. Ne segue una lunghissima revisione, con Colombo che viene poi chiamato al Var. Per l’arbitro c’è fallo su Motta, tra mille dubbi e le grandi proteste della Dea, e il fallo di mano di Gila un attimo prima del gol non è considerato punibile. Al 71’ triplo cambio per Palladino, che toglie Kolasinac, De Roon e Zalewski per Kossounou, Pasalic e Raspadori. Al 74’ prima occasione per la Lazio. Scalvini va in confusione su un lancio lungo, si fa rubare palla da Noslin in area, con l’attaccante biancoceleste che svirgola però il tiro. Il finale è una montagna russa. All’84’ Romagnoli fa calare il gelo su Bergamo. Corner dalla sinistra che buca la difesa nerazzurra. Il difensore della Lazio anticipa Djimsiti e porta avanti i biancocelesti. Proprio come all’andata, però, l’Atalanta risponde subito. Minuto 86, Krstovic lavora in area spalle alla porta e appoggia al limite per Pasalic: tiro di prima intenzione che batte Motta e riporta tutto in equilibrio. All’89’ entra Scamacca per Krstovic. Ed è proprio l’attaccante romano a sfiorare il gol vittoria nel quinto dei sei di recupero: incornata su cui Motta vola e devia a mano aperta sul palo. È l’ultimo flash che non evita i supplementari.

SUPPLEMENTARI - Palladino si gioca subito l’ultimo cambio, mettendo Ahanor per Scalvini dopo tre minuti. Al 95’ è ancora una volta il Var a strozzare in gola l’urlo della New Balance. Cross dalla destra di De Ketelaere, sponda di Zappacosta per il colpo di testa da pochi passi di Raspadori. Gol annullato, però, per offside di Zappacosta. Le squadre sono scariche e cercano gli ultimi residui di energia per il potenziale colpo decisivo. È, di fatto, un lungo monologo nerazzurro, con l’Atalanta che manovra e la Lazio che si limita ad attendere, ma è brava a chiudere ogni corridoio. L'esito naturale è uno solo: i rigori. 

RIGORI - Il protagonista è quello che non ti aspetti. Motta, l'estremo difensore della Lazio, fino a quel momento apparso incerto e timido (anche se autore di un grande intervento su Scamacca) diventa Superman. Dell'Atalanta, infatti, segna solo Raspadori. Il portiere biancoleste para, nell'ordine, su Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. Carnesecchi, invece, respinge il penalty di Nuno Tavares e viene salvato da palo su quello di Cataldi. Segnano Isaksen e Taylor, tanto basta alla Lazio per volare in finale.

Sezione: Primo piano / Data: Mer 22 aprile 2026 alle 23:42
Autore: Gianluca Pirovano
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