Risultato finale: Atalanta-Lazio 2-3 (d.c.r.)

Carnesecchi 6.5: sul colpo di Romagnoli è esposto senza colpe, per il resto attraversa la gara da comparsa. Dal dischetto prova a cambiare l’inerzia con due parate, ma non bastano.

Scalvini 6: presidia la zona con attenzione, senza concedere campo né ritmo a Zaccagni. Prestazione lineare, priva di sbavature ma anche di picchi (dal 93’ Ahanor 6: ingresso coraggioso, senza timori nel contatto).

Djimsiti 5.5: tiene la linea con esperienza e legge bene diverse situazioni, ma l’errore su Romagnoli pesa: un attimo di ritardo che costa carissimo.

Kolasinac 6.5: partita di sostanza pura. Gioca sul filo del giallo senza mai perdere il controllo, accorcia con aggressività e accompagna con continuità. Una presenza costante (dal 70’ Kossounou 6: si inserisce senza rumore, ma con ordine).

Zappacosta 6: è il motore laterale dell’Atalanta, sempre dentro l’azione. Spinge, ricuce, crea. Il rigore fallito resta, ma non può cancellare un’altra prestazione di grandissimo spessore. Sfortunato sull’offside minimo che cancella il 2-1 nei supplementari.

De Roon 6: interpreta la gara con disciplina, dando equilibrio più che strappi. Ordinato nella gestione, meno incisivo nella costruzione (dal 70’ Pasalic 6: ha il merito di riaprire la partita e portarla ai supplementari, poi si spegne nel momento più pesante, dal dischetto).

Ederson 5.5: il gol annullato resta un episodio che lascia parecchi dubbi. Per il resto tanta quantità ma meno qualità rispetto al solito, senza riuscire a incidere davvero.

Bernasconi 5.5: diligente senza mai essere determinante. Tiene la posizione ma non trova mai la giocata che sposta, né l’uno contro uno che accende (dal 56’ Bellanova 6: cambia ritmo alla fascia, portando profondità e pressione).

De Ketelaere 5: resta ai margini per lunghi tratti, poi prova a emergere senza però incidere davvero. Il rigore sbagliato è la fotografia del momento: fragile.

Zalewski 5: non trova mai il tempo della giocata né lo spazio per incidere. Si muove molto, ma lascia poche tracce concrete (dal 70’ Raspadori 6.5: entra con un’altra energia, dà senso alle azioni offensive. Segna, ma il Var cancella. Dal dischetto è l’unico a spiazzare il portiere).

Krstovic 6: lavora sporco, tiene impegnata la difesa e offre soluzioni continue. Gli manca precisione negli episodi, ma non l’impatto nella partita (dal 90’ Scamacca 5.5: Motta gli dice no due volte. Prima sul colpo di testa indirizzato all’angolino che avrebbe chiuso la partita, poi dal dischetto, dove si fa leggere e ipnotizzare. Dentro l’area si fa sentire, ma negli episodi decisivi manca).

Raffaele Palladino 5.5: la squadra regge sul piano fisico e produce gioco, ma resta corta negli ultimi metri, senza mai trovare pulizia e lucidità. Gli episodi girano male, è vero, ma pesa anche una scelta precisa: nei supplementari si gioca lo slot con Ahanor al posto di Scalvini, lasciando fuori un rigorista come Samardzic. Un dettaglio che, alla fine, incide.

Sezione: Pagelle / Data: Gio 23 aprile 2026 alle 00:30
Autore: Nicholas Reitano / Twitter: @NicoReitano
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