Intervistato in esclusiva dai colleghi di Tutto Atalanta in vista di Cagliari-Atalanta, Rolando Bianchi - doppio ex di giornata - ha toccato diversi temi legati al mondo nerazzurro. Tra i tanti argomenti affrontati, ha parlato anche del suo legame con Bergamo, del momento della squadra e della ripartenza dopo la delusione contro la Lazio, con uno sguardo rivolto, ovviamente, alla prossima sfida in terra sarda.

Per me l’Atalanta è famiglia - ha detto Bianchi. Sono cresciuto nel settore giovanile, ci sono arrivato da piccolino. Giocavo ad Albano Sant’Alessandro e mi aveva notato l’osservatore Albino Brogni: una persona straordinaria, purtroppo venuta a mancare con il Covid, un grande conoscitore di calcio. Avevo fatto il provino al campo militare, dove c’era il maestro Bonifaccio. Mi vide, mi inserì nell’organico e da lì iniziò il mio percorso, dove ho incontrato tante figure centrali per la mia crescita, non solo professionale ma soprattutto umana. Per questo dico famiglia: tutte le persone che ho avuto il piacere d’incontrare mi hanno dato tanto a livello umano e mi hanno aiutato a crescere sia come persona che come professionista”.

Sull’attualità nerazzurra si è soffermato, in particolare, su valore e limiti emersi nel corso della stagione: “Per me c’è una rosa forte, da prime tre del campionato. Forse l’errore iniziale è stato perdere tempo e punti fondamentali con una scelta tecnica sbagliata, che ha condizionato il cammino verso l’obiettivo Europa. Adesso mi sembra si sia trovato l’equilibrio giusto, però quando sei sempre costretto a rincorrere, prima o poi le energie vengono meno. Con la Lazio si sono visti alcuni giocatori arrivare con la spia della benzina al minimo. Quando sei sempre costretto a rincorrere non riesci mai a rifiatare e può capitare di avere dei momenti di calo. È una squadra forte, con grande potenziale, ma i punti persi all’inizio pesano sul finale di stagione”.

Infine, un’indicazione su come ripartire dopo la delusione in Coppa Italia (e anche in ottica futura): “Bisogna ripartire con il lavoro. Ci si rimboccano le maniche, si analizza quello che non è andato e si cerca di capire da chi ripartire per la stagione successiva. Bisogna stabilire che investimenti si faranno e chi verrà ceduto, valutare i giocatori che hanno finito un ciclo e quelli che, magari, devono ancora iniziarlo. Ci sono tanti aspetti da considerare, ma la base resta importante. Con imprenditori come i Percassi, da questo punto di vista, l’equilibrio non manca mai. Le valutazioni verranno fatte nel modo migliore per dare continuità a tutto quanto di straordinario è stato costruito finora”.

Sezione: Primo piano / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 09:56
Autore: Redazione
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