Nessuno lo ha detto ad alta voce, ma tra le righe lo hanno ammesso in tanti: l'Atalanta è già di fronte al primo fondamentale bivio della sua stagione. Già, perché la Conference League non avrà di certo il fascino (e nemmeno i soldi) di Champions o Europa League, ma l'idea di potersi regalare altre notti europee, altri viaggi in giro per il Vecchio Continente, piace a tutti, dalla squadra ai tifosi. Piace meno, di contro, l'idea di restare all'asciutto, per di più così presto. 

UNA SFIDA DURA - Che i playoff non sarebbero stati una passeggiata lo aveva detto Maurizio Sarri e lo ha confermato il campo. L'Hapoel Tel Aviv si è dimostrato squadra organizzata e rognosa, forte soprattutto di una migliore condizione e di un'Atalanta che, complice la rivoluzione estiva, non è ancora (e per forza di cose) la miglior espressione di sé stessa. Ecco perché quella di Miskolc sarà una gara ricca di insidie e servirà una Dea da battaglia per passare il turno ed evitare la beffa. 

LO SPIRITO DI KRSTOVIC - Al di là della proposta tattica, infatti, la sensazione è che conterà molto lo spirito con cui i nerazzurri entreranno in campo. La fame, in estrema sintesi. E quando si parla di fame è inevitabile pensare a Nikola Krstovic. L'attaccante montenegrino, d'altronde, è uno dei volti della Dea che meglio incarnano quel coraggio e quell'attaccamento che tanto piacciono ai tifosi e che possono diventare fondamentali nei momenti di difficoltà.

LA SCINTILLA CHE SERVE - Perché da un lato, questo è innegabile, uno degli aspetti su cui deve maggiormente crescere l'attaccante nerazzurro è proprio la gestione: del pallone e delle giocate. Dall'altro, quel pizzico di follia che riesce sempre a portare sul campo sa essere la scintilla che accende la squadra e cambia le partite. Lo si era già visto nelle prime amichevoli, lo ha confermato domenica sera col Sassuolo, quando il suo gol, voluto e cercato, ha regalato i tre punti. 

PAROLE PESANTI - E, com'è nel suo stile, è stato proprio lui a non nascondersi nel post partita della New Balance Arena, tracciando la strada da seguire in vista dell'Hapoel: "Ho sempre fame e vado sempre a duemila all’ora. Voglio dare tutto per la mia squadra, perché loro hanno dato tutto a me. Vogliamo andare in Europa e vogliamo vincere la Conference League. Vogliamo sempre vincere". Obiettivo dichiarato, ora serve renderlo realtà.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 26 agosto 2026 alle 23:30
Autore: Gianluca Pirovano
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