Accanto a mister Maurizio Sarri (qui le parole del tecnico nerazzurro) nella conferenza stampa della vigilia di Hapoel Tel Aviv-Atalanta, ritorno dei playoff di Conference League, c'era Giorgio Scalvini. Il difensore nerazzurro, al Dvtk Stadion di Miskolc, non ha analizzato soltanto la gara di domani sera alle 20, ma anche il momento della squadra. 

SULL'HAPOEL - "All’andata ci hanno creato qualche difficoltà, soprattutto in ripartenza. Hanno giocatori offensivi molto veloci, abbiamo lavorato su questo aspetto. Dobbiamo stare attenti, perché questa può essere l’insidia maggiore. Sono una buona squadra, vedremo se domani cambieranno atteggiamento...".

SULLA DIFESA A QUATTRO - "Mi trovo bene, c’è stato un cambiamento e sono due modi di giocare differenti. Ho fatto tutto il ritiro a lavorare, ci vorrà del tempo, ma ci stiamo adattando. C’è tanto da migliorare, più giochiamo e meglio ci sentiamo. All’inizio non era facile, essendo molto abituati a un altro tipo di gioco ci veniva naturale fare un’altra cosa. Ci pensiamo ancora a cosa fare, ma rispetto all’inizio qualcosa ci sta venendo in automatico. Anche il mister ci dice che pensiamo troppo, ma pian piano verrà naturale".

SULL'IMPORTANZA DELLA PARTITA - "L’esperienza di questi anni in Europa ci può aiutare, ma ogni partita ha la sua storia. Domani non sarà facile, lo abbiamo visto anche all’andata. Sarà importante dare il massimo, restare uniti e compatti. La partita di domani è fondamentale per noi, perché vogliamo giocare in Europa, l’Atalanta lo merita. Ce lo siamo guadagnati l’anno scorso. Siamo carichi. Era importante anche iniziare bene in campionato e domani allo stesso modo sarà importante".

SUL RUOLO DA LEADER - "Io leader? Cerco sempre di fare il mio, di dare il massimo, in allenamento e in partita. Sono un po’ di anni che sono qui, cerco sempre di andare forte e creare un ambiente positivo. Cerco di imitare quello che facevano i veterani...".

SULL'IMPATTO CON SARRI - "Di Sarri mi è piaciuta molto la convinzione con cui ci ha sempre spiegato il suo modo di giocare. Quando un allenatore è convinto delle sue idee trasmette fiducia e sicurezza alla squadra, per metterla in campo. Non me l’aspettavo, ma è molto tranquillo, sempre molto aperto alla battuta. La sua convinzione mi ha dato sicurezza e mi ha aiutato a comprendere le sue idee".

SULL'ADDIO DI DJIMSITI - "Con Djimsiti ci siamo salutati e siamo in contatto, devo ringraziarlo per tutto quello che mi ha insegnato, oltre all’aspetto calcistico è stato una persona importante.

SULLINFORTUNIO - "Il problema alla caviglia? Si era subito gonfiata, ma non era nulla di che, lo staff lo ha gestito alla perfezione ed è merito loro se ho recuperato in fretta".

Sezione: News / Data: Mer 26 agosto 2026 alle 19:32
Autore: Redazione
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