Non è stato un inizio di stagione facile per l'Atalanta, arrivata alla sosta dopo cinque giornate con appena 6 punti e tre sconfitte consecutive. “La squadra è in crescita dal punto di vista tecnico e tattico, ma siamo indietro sul piano del coraggio, dell'entusiasmo e dell'iniziativa”. Queste le parole pronunciate dal tecnico atalantino Maurizio Sarri in conferenza stampa dopo la sconfitta contro la Juventus. I bergamaschi hanno ottenuto solamente 6 punti, grazie alle vittorie contro Sassuolo e Bologna, arrivate in maniera piuttosto episodica: un errore difensivo avversario contro i neroverdi e un eurogol di Samardzic contro il Bologna. Nelle ultime tre partite, invece, i nerazzurri hanno subito 6 gol, realizzandone solamente 2. Che il cambio di sistema di gioco avrebbe comportato diverse difficoltà era prevedibile, ma l'allenatore toscano sembra essere preoccupato soprattutto dallo scarso coraggio mostrato dalla squadra, più che dall'assimilazione dei nuovi concetti tattici. Alcune statistiche sembrano dare concretezza alle parole di Sarri: in particolare, l'Atalanta sta facendo fatica a giocare il pallone verticalmente e a cercare di superare l'uomo attraverso il dribbling.

POCA VERTICALITÀ E IMPREVEDIBILITÀ - Una delle caratteristiche delle squadre di Sarri è la capacità di attaccare l'avversario verticalmente. Per farlo è necessario avere giocatori disposti ad assumersi dei rischi, rompendo le linee attraverso una giocata verticale o cercando la superiorità individuale. Nelle prime cinque partite, l'Atalanta ha compiuto solamente 36 passaggi lunghi e ha registrato 0 verticalizzazioni, segnando il dato più basso della Serie A, secondo WhoScored. Il dato dimostra che i nerazzurri stanno cercando poco la profondità e faticano a trasformare il possesso in una giocata capace di superare le linee avversarie. La conseguenza è una squadra che rischia di diventare prevedibile: il pallone circola, ma troppo spesso senza riuscire a modificare la struttura della difesa avversaria. Così facendo, il possesso diventa fine a sé stesso e la squadra fatica a imporsi nella metà campo avversaria. Un altro dato che sembra confermare la mancanza di coraggio e iniziativa è quello relativo al dribbling. Negli ultimi anni i bergamaschi hanno spesso fatto del duello individuale una delle proprie armi, ma dopo cinque giornate l'Atalanta è solamente 14ª in Serie A per dribbling riusciti, con una media di 6 a partita.

LE CONSEGUENZE DI QUESTI DATI - La difficoltà nel giocare in verticale e nel creare superiorità individuale ha inevitabilmente delle conseguenze sulla produzione offensiva. In cinque giornate l'Atalanta ha calciato 59 volte, una media di 11,8 tiri a partita, ma solamente 17 di queste conclusioni sono finite nello specchio della porta. Il problema, dunque, non è la quantità delle conclusioni, ma principalmente la loro qualità. L'Atalanta ha prodotto meno di un expected goal a partita, registrando il dato più basso dell'intero campionato. La squadra riesce talvolta ad arrivare alla conclusione, ma troppo spesso da posizioni che non permettono di creare vere occasioni da gol. A confermare questo aspetto è il rapporto tra tiri ed expected goals: circa 0,07 xG per conclusione. In sostanza, ogni tiro dell'Atalanta ha un valore medio molto basso. Per fare un confronto, il Milan, primo in questa statistica, arriva a circa 0,15 xG per tiro: più del doppio rispetto ai nerazzurri. Emerge, dunque, il problema principale dell'Atalanta: più che tirare poco, sta calciando da posizioni che non riescono a essere pericolose. Questo problema è dovuto alla mancanza di verticalizzazioni, dribbling e giocate capaci di rompere le linee avversarie. Un altro dato che conferma la difficoltà dell'Atalanta nel rendersi pericolosa è quello relativo ai tocchi in area. In cinque giornate, ne ha compiuti 84, registrando il 15° dato in Serie A. La squadra fatica, quindi, ad arrivare con continuità negli ultimi metri e a farlo con un numero sufficiente di giocatori. Sono solamente tre le grandi occasioni create dai nerazzurri nelle prime cinque giornate. Numeri che raccontano una squadra capace di arrivare al tiro, ma ancora poco efficace nel trasformare il possesso in situazioni realmente pericolose. L'Atalanta, inoltre, concede mediamente 19,2 tiri a partita, mentre ne effettua solamente 11,8, dei quali 3,4 nello specchio. La differenza tra fase di possesso e di non possesso è quindi evidente.

UNA DIFESA CHE CONCEDE, MA SUBISCE MENO DEL PREVISTO - Se i dati offensivi sembrano confermare le difficoltà evidenziate da Sarri, il discorso cambia quando si passa alla fase difensiva. L'Atalanta ha concesso 10,66 xG, il quarto dato più alto della Serie A dopo le prime cinque giornate. Eppure, i gol subiti sono solamente 7: la differenza è di 3,66 reti in meno rispetto a quelle attese. Questo dato conferma che gli avversari sono riusciti a costruire occasioni di una certa pericolosità, senza però trasformarle in gol con la stessa frequenza. Allo stesso tempo, emerge un aspetto positivo della squadra di Sarri: pur dovendo ancora migliorare nella capacità di controllare e limitare le situazioni difensive, finora è riuscita a contenere il numero di gol subiti rispetto alla qualità delle occasioni concesse. Il dato non dimostra che la difesa atalantina stia funzionando bene, perché i 10,66 xG concessi raccontano una squadra che lascia agli avversari diverse opportunità. Allo stesso tempo, mostra che, nelle prime cinque giornate, la fase difensiva ha prodotto un risultato migliore rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare sulla base delle occasioni concesse. È anche a questo che fa riferimento Sarri quando parla di una squadra “in crescita dal punto di vista tecnico e tattico”.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 16:09
Autore: Jacopo Musci
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