Che tra Jonathan Rowe e il Bologna non sia finita benissimo lo si scopre di certo oggi. Già l'amministratore delegato dei felsinei Claudio Fenucci non aveva avuto parole al miele per l'esterno arrivato all'Atalanta negli ultimi giorni di mercato. Ora a parlare dell'operazione è stato Giovanni Sartori, direttore tecnico degli emiliani. 

LE PAROLE DI SARTORI - "Fino a dieci giorni dalla fine della sessione estiva non aveva mercato - ha raccontato alla Gazzetta dello Sport - Nulla. Per noi dentro quel lasso di tempo sarebbe stato sbagliato venderlo, poi qualcosa è cambiato: si è creata una situazione sgradevole con noi, anche coi compagni dentro la quale Johnny chiedeva ripetutamente di essere ceduto. Abbiamo aperto la porta nel momento in cui è arrivata una cifra importante". 

IL FUTURO - Sartori ha parlato anche del suo futuro. In estate si era parlato anche di un suo ritorno a Bergamo. Voci, però, immediatamente smentite. "Spesso le voci sono molto sbagliate - ha aggiunto - Ho il contratto in scadenza nel 2027 ma come avevo già detto a giugno, beh, io qui voglio restare a vita. E lo ribadisco. Non scappo di certo; e quanto al rinnovo di solito si prendono in considerazione certe cose a marzo. Altra cosa: a volte viene descritto il Bologna come un insieme di 4 parrocchie, Saputo, Fenucci, Di Vaio e il sottoscritto. La parrocchia è una e si chiama Bologna. La collegialità non è mai mancata, tanto che Palladino lo incontrammo anche 2 anni fa".

Sezione: Calciomercato / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 18:18
Autore: Redazione
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