Conferenza stampa di presentazione per Raffaele Palladino, che nella sala stampa della New Balance Arena, alla presenza dell'amministratore delegato Luca Percassi e del direttore sportivo Tony D'Amico, ha incontrato per la prima volta dal suo arrivo i giornalisti. Il tecnico campano esordirà ufficialmente sulla panchina della Dea sabato sera, quando alle 20.45 i nerazzurri saranno di scena contro il Napoli allo stadio Maradona. "Sono felice - ha esordito - Possono sembrare frasi banali, ma è quello che sento. Sono felice di essere in una grande società e faremo di tutto per dare il massimo. Ringrazio tutti per la grande opportunità che mi è stata data. E sono orgoglioso di rappresentarla".
SUI PRIMI TASTI TOCCATI - "I tasti che ho toccato sono pochi, ma chiari. Dna dell'Atalanta, che è quello dell'intensità, del lavoro, della concretezza e del sacrificio. Ho cercato di far ritrovare quello che si era un po' perso e che ha sempre contraddistinto questa società e questi ragazzi. c'è poco tempo, ma in questo tempo dobbiamo ottenere il massimo. Gruppo di grandi valori tecnici e umani".
SULLA SCELTA DI VENIRE A BERGAMO - "Stare fuori è stato motivo di crescita. Aspettavo l'Atalanta, che per me è un top club. Ci sono state tante chiamate, tante opportunità, ma quando ha chiamato l'Atalanta ci abbiamo messo davvero poco. Abbiamo gli stessi obiettivi: riportare l'Atalanta ad essere competitiva su tutti i campi. Rosa forte, ampia e competitiva. Dobbiamo battagliare in ogni competizione e tutti possono giocare. Ma dipende dai ragazzi che devono sapere che ogni giorno è un test".
SU JURIC - "Ogni allenatore ha le proprie idee. Anzi, saluto Ivan Juric, perché ho un buonissimo rapporto con lui. È stato mio compagno e mio allenatore. Ho trovato la squadra in buona condizione fisica ed è stato fatto un buon lavoro. Cercherò di mettere cose mie, che ritengo giuste.
SULL'ATALANTA CHE VORREBBE - "Il dogma di questa società è quello di provare a comandare le partite, andare forte. E dobbiamo giocarcela con tutti, voglio una squadra coraggiosa. Quello che mi lascia tranquillo è il gruppo, che ha voglia di lavorare e ci deve essere anche voglia di rivalsa. L'Atalanta non merita questa posizione, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo".
SU SCAMACCA - "Gianluca l'ho trovato bene. È tornato con grande voglia. Mi piace molto e credo in lui. Ha grande potenzialità e delle caratteristiche che gli possono permettere di fare bene. Deve capire che negli allenamenti serve andare forte e sono sicuro che le sue grandi qualità verranno fuori. A me interessano le prestazioni, i gol sono una conseguenza".
SUGLI OBIETTIVI - "Questa società con grande merito è sempre stata abituata a stare in Europa in questi anni. È stato fatto qualcosa di straordinario e l'obiettivo è riportare l'Atalanta a quel livello, perché la rosa è forte e credo che questa squadra possa e debba fare di più. Ora, però, testa bassa e pedalare".
SU MONZA E FIRENZE - "Bagaglio tecnico ed di esperienza importanti. Anni formativi, ma il passato è passato. L'Atalanta per me è un orgoglio, ma dobbiamo dimostrare che indossare questa maglia deve essere sacrificio, passione e dedizione al lavoro. Mi piacerebbe che la mia squadra rappresentasse lo spirito della città".
SULLA PRIMA SETTIMANA - "L'empatia è fondamentale. Poche chiacchiere e tanti fatti. È stata una settimana particolare, abbiamo lavorato con pochi calciatori, ma mi è servito tanto per conoscere. Ora abbiamo iniziato a mettere concetti e principi che vorrei vedere già da sabato. C'è grande partecipazione e mi piace spingere i ragazzi. Vedo che recepiscono bene".
SUL MODULO - "Non sono un integralista, ma sono aperto a capire le caratteristiche dei calciatori. Serve trovare il vestito giusto. Credo che questa squadra sia stata formata per giocare con un 3-4-2-1, che è quello in cui credo e che mi piace di più. Un sistema che conosce bene e per il quale ci sono le caratteristiche giuste".
SU LOOKMAN - "Credo in lui, è un calciatore forte e che può fare la differenza. Ho chiamato tutti i ragazzi che erano in nazionale e ho parlato con ognuno di loro. Si è presentato bene, valuterò il suo impiego in base a quello che dirà il campo".
SU GASPERINI - "Per me è stato un maestro, lo ringrazio sempre per quello che mi ha dato. C'è tanto lavoro da fare e bisogna guardare avanti. Qui ha fatto qualcosa di indelebile, ma dobbiamo fare un grande lavoro".
SU MALDINI - "Io punto su tutti. Credo tanto in lui, perché lo conosco, sa cosa voglio, sa che serve andare forte. E quando avrà l'occasione la deve sfruttare. Sono le partite a darmi le risposte".
SUL POTENZIALE OFFENSIVO - "C'è un potenziale offensivo incredibile. Non solo con gli attaccanti. Voglio che i quinti chiudano di più le azioni, che si riempia l'area. Poi sono io che devo mettere in condizione la squadra di fare più gol".
VERSO NAPOLI - "Sappiamo che affrontiamo i campioni d'Italia, ma vogliamo giocarcela con tutti e battagliare con tutti. Serve reagire subito, quando si cambia un allenatore c'è dispiacere, ma non vedo l'ora di scendere in campo".
SU PELUSO - "Lui era felice, forse più di me (ride, ndr). Conosce questo mondo, era entusiasta. E mi ha spiegato come si lavora qui e aveva ragione".
SUI GIOVANI - "Ci sono calciatori molto forti, di grande prospettiva. Si può fare un grande lavoro. Quello che faccio è farli crescere, anche a livello individuale. Sono esigente negli allenamenti, si fa fatica, si lavora su tutto".
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