Dalla gestione dello spogliatoio al rapporto con la famiglia Percassi. Dall'eredità di Gasperini alla scelta di aspettare la chiamata dell'Atalanta. Raffaele Palladino si è raccontato in un'intervista al Corriere della Sera. Ecco i passaggi più interessanti. 

SULL'ATALANTA - "Quando è cominciato il campionato ho rifiutato offerte anche estere perché pensavo all’Atalanta. Ci tenevo, l’ho aspettata e per mia fortuna è arrivata. Con la Juve abbiamo fatto una chiacchierata poi loro hanno scelto un grande allenatore come Spalletti".

SULL'EREDITÀ DI GASPERINI - "È stato naturale. Come se fossi arrivato in un ambiente ideale per me, preparato per me. Il mister qui ha fatto un grandissimo lavoro, resterà nella storia". 

SUL RAPPORTO COI PERCASSI - "Nella mia vita da calciatore e allenatore non ho mai conosciuto una famiglia come la loro. L’Atalanta è come un figlio, ci tengono in maniera passionale, amorevole. I Percassi sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via da Zingonia". 

SUGLI OBIETTIVI - "I punti a disposizione ci sono, dico ai ragazzi che abbiamo perso i due mesi iniziali dobbiamo recuperare gli ultimi due. Bisogna crederci senza porci limiti. Vogliamo l’Europa, non so ancora quale sarà, ma bisogna puntare al massimo, con ambizione appunto". 

SULLE REGOLE NELLO SPOGLIATOIO - "La disciplina sugli orari: arrivo, colazione e pranzo. È uno stile di vita. Il rispetto dei ruoli e il dialogo: non credo alla dittatura ma alla gestione del gruppo. Sento ogni tanto miei ex calciatori. Mi ringraziano per quello che ho lasciato, anche come uomo. Questo mi gratifica".

SU PALESTRA - "È cresciuto molto, il prossimo anno lo vorrei con me".

Qui l'intervista completa.

Sezione: Primo piano / Data: Sab 04 aprile 2026 alle 10:56
Autore: Redazione
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