Una domanda sull'Atalanta, la commozione e l'addio improvviso alla conferenza stampa. Gian Piero Gasperini si è commosso parlando della Dea durante l'incontro coi giornalisti alla vigilia della sfida tra la sua Roma e i nerazzurri, in programma domani sera alle 20.45 all'Olimpico. 

"A Roma c'è tutto per far bene - ha detto - Soprattutto nella squadra e nell'ambiente, magari con altre caratteristiche. A Bergamo ho potuto fare bene perché il contesto era molto compatto, il lavoro della società è stato straordinario. Chiaramente con una tifoseria compatta, unita, a quella che è la squadra e la società. Si è creato un clima ideale, con una squadra forte nel tempo per tanti anni. E non c'erano solo giovani, valorizzati e venduti a cifre importantissime, che hanno reso la società ricchissima. Lookman, Retegui, Ruggeri, oltre alla Champions, pensate a cosa hanno portato... ma anche la capacità di operare, di costruire insieme una squadra, con gente come Gomez, Zapata, Ilicic, Muriel, Toloi, De Roon, Kolasinac. Un nucleo molto forte, che è andato avanti per anni ed è stato poi integrato. È cambiata molto, ma sempre con un nucleo fortissimo, non solo di ragazzini. Con introiti però merito di una società straordinaria nel vendere e reinvestire facendo utili. L'anomalia è stata giocare con le migliori squadre europeo, ma facendo utili, tutti gli anni. È stata questa la cosa straordinaria, non solo per merito mio, ma anche per merito di una società capacissima a operare in sintonia con l'allenatore. A un certo punto questa sintonia, un po' perché era cambiata la proprietà, un po' perché non c'era più il papà (Antonio Percassi, ndr) a cui ero più legato...". A quel punto, senza finire la frase, Gasperini si è alzato e, commosso, ha lasciato la conferenza.

Sezione: Primo piano / Data: Ven 17 aprile 2026 alle 14:23
Autore: Redazione
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