A Maurizio Sarri spetta un compito molto delicato: rivoluzionare la struttura tattica dell'Atalanta. La Dea, infatti, viene da dieci stagioni consecutive di difesa a tre, prima con Gian Piero Gasperini e poi con Ivan Juric e Raffaele Palladino. La difesa a tre, di fatto, è stata uno dei simboli degli anni d'oro nerazzurri, quelli che hanno cambiato per sempre la storia dell'Atalanta. Sarri, di contro, ha nel 4-3-3 il suo modulo di riferimento

INDIETRO NEL TEMPO - Per ritrovare il 4-3-3 dalle parti di Zingonia serve tornare indietro nel tempo, alla stagione 2015/2016, con in panchina Edy Reja e chiusa al tredicesimo posto con 45 punti. Il modulo base era un 4-2-3-1, ma spesso veniva utilizzato un 4-3-3 puro. Fu così nell'ultima giornata di quel campionato, il 15 maggio 2016 a Marassi contro il Genoa. Un curioso incrocio di destini: sulla panchina del Grifone c'era, infatti, Gasperini, che salutò i tifosi rossoblù e di lì a poco si sarebbe trasferito a Bergamo. 

L'ULTIMO 4-3-3 - Reja in quell'occasione non schierò l'undici tipo, ma diede spazio anche ad alcune seconde linee. Fu, per esempio, l'esordio in Serie A di Radunovic tra i pali, dove il titolare era solitamente Sportiello. Questa è, però, la formazione dell'ultima volta che l'Atalanta è scesa in campo con il 4-3-3, con i cambi effettuati e i calciatori rimasti in panchina. 

ATALANTA (4-3-3): Radunovic; Conti, Masiello, Djimsiti, Brivio; Gagliardini (dal 37’ s.t. Cigarini), De Roon, Freuler (dal 33’ s.t. Monachello); D’Alessandro (dal 29’ s.t. Kurtic) Borriello, Gomez. A disp. Sportiello, Turrin, Kresic, Cherubin, Raimondi, Migliaccio, Tulissi, Diamanti. All. Reja.

Sezione: News / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 16:29
Autore: Redazione
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