Fiducia a Maurizio Sarri, anche dopo il pesantissimo 0-3 contro il Parma. Ed è inevitabile che sia così. Perché un cambio di guida tecnica, a distanza di appena quattro mesi, significherebbe mettere in discussione la rivoluzione fortemente voluta e avviata in estate. E, soprattutto, significherebbe sconfessare, ancora una volta, le proprie scelte tecniche, dopo la decisione (?) di non proseguire con Gian Piero Gasperini e gli esoneri di Ivan Juric prima e Raffaele Palladino poi. Una scelta, quest'ultima, che continuiamo a ritenere ingiusta per quanto dimostrato sul piano sportivo dal tecnico campano, senza che ciò tolga nulla al valore e al prestigio di un allenatore vincente come Maurizio Sarri.

SARRI PEGGIO DI JURIC DOPO 10 GIORNATE - C'è, però, un dato sul quale è impossibile sorvolare. Il tecnico toscano resta alla guida della Dea, nonostante un rendimento che, dopo 10 giornate di campionato, risulta persino inferiore a quello di Ivan Juric: 13 punti conquistati dal croato contro gli 11 dell'ex Lazio, con una differenza reti di +5 per il primo e di -4 per il secondo. Numeri, sia chiaro, tutt'altro che esaltanti in entrambi i casi, soprattutto considerando il valore della rosa che l'Atalanta aveva e continua ad avere a disposizione. E proprio Juric, ora allenatore del Monza, domenica, potrebbe riservare un brutto scherzo alla società che lo esonerò praticamente un anno fa (10 novembre 2025), dopo lo 0-3 casalingo contro il Sassuolo.

LA FIDUCIA RESTA, MA OCCHIO A MONZA - Chissà, allora, se sarà proprio lui a spingere la dirigenza verso un nuovo (e clamoroso) cambio in panchina, che porterebbe l'Atalanta ad affidarsi al quinto allenatore nel giro di due anni, Gasperini compreso. Per il momento, lo ribadiamo, la fiducia nei confronti di Sarri rimane intatta. Sarebbe però ingenuo escludere possibili ripensamenti qualora al Brianteo dovesse arrivare un'altra (pesante) sconfitta. Naturalmente nessuno se lo augura, fatta eccezione forse per quella parte di tifoseria che da settimane invoca sui social l'esonero dell'attuale tecnico.

Significherebbe, infatti, dover ricominciare ancora una volta da zero, con tutte le incognite del caso. D'altra parte, è altrettanto evidente che, quando qualcosa non funziona, occorre trovare il modo di intervenire (funzionerà, in questo senso, il ritiro?). Ai posteri l'ardua sentenza, verrebbe da dire. E chissà che quei posteri non finiscano per avere un nome e un cognome ben precisi, quasi a evocare una “vendetta” sportiva: appunto, Ivan Juric.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 10:58
Autore: Nicholas Reitano / Twitter: @NicoReitano
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