È complesso, anche a mente fredda, analizzare quanto visto ieri sera al Franchi. Il pareggio 2-2 tra Fiorentina e Atalanta ha lasciato, almeno in casa nerazzurra, emozioni contrastanti. Con una rosa ridotta all'osso, in casa di un avversario con l'acqua alla gola, era importante non perdere e l'obiettivo minimo è stato centrato, anche con un piglio senza dubbio degno di nota. Ma la sensazione che resta al termine della giostra di emozioni che è stata la partita in terra toscana, sicuramente divertente per lo spettatore neutro, è di una Dea ancora molto distante dal trovare la sua dimensione. Per provare a mettere ordine, comunque, abbiamo messo in fila tre aspetti positivi e tre aspetti negativi, utili a capire se il bicchiere debba essere mezzo pieno o mezzo vuoto. 

I TRE ASPETTI POSITIVI - 

1- IL CARATTERE DEL GRUPPO

Spesso a questa Atalanta è stata imputata la scarsa personalità. Ieri sera, dopo il gol del 2-1, sarebbe stato molto facile lasciarsi andare. Così non è stato: la squadra è sempre rimasta dentro la partita, ha trovato testa e gambe per andarla e riprendere e ha provato a vincerla fino alla fine. Un dettaglio non da poco in un momento così complicato. 

2- DE KETELAERE IN PALLA

Lampi del vero Charles si erano già visti nel 4-4 casalingo contro il Frosinone. Al Franchi il belga, però, è stato assoluto mattatore. Di gran lunga il migliore in campo, non ha solo ritrovato il gol che mancava addirittura dal 10 gennaio, ma si è ripreso il ruolo di leader tecnico della squadra, con strappi e giocate di alta scuola. L'Atalanta ha bisogno di questa versione del belga.

3- IL RITORNO DI SCALVINI 

Non era di certo programmato, ma l'infortunio di Kristensen ha fatto accelerare i tempi. Il ritorno di Scalvini è una grande notizia per tutta la squadra. Non soltanto per l'emergenza con cui deve fare i conti il reparto difensivo nerazzurro, ma anche e soprattutto per la sua importanza nella fase di prima impostazione. La sua pulizia e i suoi piedi possono diventare strumento fondamentale per Sarri. Ieri sera, d'altronde, è stato il primo giocatore in campo per passaggi riusciti.

I TRE ASPETTI NEGATIVI - 

1- GLI INFORTUNI 

Chiamarlo incubo assolve un po' tutti ed è un errore da non commettere nell'analisi di quanto sta accadendo. La Dea al Franchi ha perso Kristensen e Gaetano, che si aggiungono alla già lunga lista di stop muscolari di questa stagione. Un problema che sta minando il percorso di crescita della squadra e che va per forza di cose capito. I tanti impegni ravvicinati hanno un ruolo, ma non li ha soltanto l'Atalanta... 

2- ROWE IMPALPABILE

Chiamarlo caso è prematuro, ma dire che a Bergamo non si è ancora visto nulla del Rowe di Bologna è legittimo. Sarri ieri gli ha preferito Zalewski e, quando poi l'inglese è entrato, non è riuscito mai a incidere. È un tema, che riguarda lui come calciatore, il tempo necessario ad ambientarsi e che è giusto gli venga concesso, ma anche le richieste del tecnico toscano. Rowe, d'altronde, è un'ala pura e fino ad ora gli sono stati chiesti compiti (e uno stile di gioco) ai quali non è abituato. 

3- EDERSON APPANNATO

Numeri alla mano, il centrocampista brasiliano è stato anche ieri uno di quelli che ha corso di più. Eppure la sensazione costante è che fatichi a trovare la sua dimensione nello scacchiere di Sarri. Tante imprecisioni che, è bene dirlo, possono essere frutto anche di una necessità di riposare che i tanti impegni ravvicinati non gli concedono, ma che non erano di certo l'abitudine. È uno dei fuoriclasse di questa Dea, c'è un disperato bisogno della sua versione migliore.

Sezione: Primo piano / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 10:30
Autore: Gianluca Pirovano
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